Ragusa, il viadotto della camionabile Colacem sotto il peso dei Tir: chiesti controlli

Ragusa, il viadotto della camionabile Colacem sotto il peso dei Tir: chiesti controlli

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Ogni giorno ci passano auto e camion carichi, diretti o in uscita dal cementificio. La camionabile che collega lo stabilimento Colacem alla zona industriale di Ragusa è una delle arterie più battute dai mezzi pesanti della città, ma le sue condizioni preoccupano: a partire dal viadotto, sul quale nessuno sembra sapere con certezza quali verifiche strutturali siano state fatte negli ultimi anni.

Le immagini raccolte lungo il percorso mostrano un quadro tutt’altro che rassicurante: manto stradale dissestato, in alcuni punti con il cemento spaccato e i ferri d’armatura a vista, segnaletica carente e rifiuti abbandonati ai margini della carreggiata. Un mix che, con il transito continuo di mezzi pesanti, rende urgente capire se la struttura sia ancora idonea a sopportare quei carichi.

Le domande rivolte all’amministrazione comunale sono precise. Quali controlli sono stati eseguiti sul viadotto negli ultimi cinque anni, e con quale esito? Il viadotto è stato giudicato idoneo al passaggio dei Tir? Sono stati valutati i carichi ammissibili? Chi è responsabile della manutenzione, quali interventi sono stati fatti, con quali risorse e in quali tempi si ripristineranno asfalto e segnaletica?

Si chiede anche di considerare, in attesa degli accertamenti, una limitazione del transito dei mezzi pesanti. I limiti di velocità, è il ragionamento, non possono sostituire i controlli strutturali: serve un sopralluogo tecnico urgente con una relazione documentata, e se emergeranno pericoli l’amministrazione dovrà intervenire subito, anche con restrizioni al traffico.

A sollevare il caso è il gruppo consiliare del Partito democratico, con il capogruppo Peppe Calabrese e i consiglieri Mario Chiavola e Giuseppe Podimani, che hanno protocollato un’interrogazione a risposta scritta al sindaco, all’assessore e al dirigente competenti, inviandola per conoscenza anche al prefetto di Ragusa. «La prevenzione è un dovere delle istituzioni – sottolineano – non qualcosa di cui ricordarsi dopo un incidente».

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