Morti sul lavoro in Sicilia: sono 29 vittime nei primi sei mesi del 2026. Il Codacons lancia “Prima che accada”

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Ventinove persone che non sono più tornate a casa dopo una giornata di lavoro. È il dato che emerge dalla Sicilia nei primi sei mesi del 2026: secondo l’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali INAIL, sono 29 le denunce di infortunio con esito mortale avvenute in occasione di lavoro, con esclusione degli incidenti in itinere. Una media di quasi cinque vittime al mese.
Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno che non può essere considerato soltanto una statistica. Dietro ogni infortunio mortale c’è un lavoratore, una famiglia, colleghi e comunità che devono fare i conti con una perdita improvvisa.
Ed è proprio dalla necessità di intervenire prima che si consumi una tragedia che nasce la nuova iniziativa del Codacons, denominata “PRIMA CHE ACCADA”.

“Prima che accada”: il Codacons invita a segnalare i rischi

L’obiettivo della campagna è trasformare l’attenzione sulle morti sul lavoro in uno strumento concreto di prevenzione. L’iniziativa si rivolge a lavoratori e cittadini che possono segnalare situazioni di potenziale pericolo, carenze nelle misure di sicurezza, criticità negli ambienti di lavoro o nelle attrezzature e, più in generale, circostanze che potrebbero mettere a rischio la salute e l’incolumità dei lavoratori.
Le segnalazioni possono essere inviate tramite WhatsApp al 371 520 1706 oppure via email all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com. Chi segnala è invitato, per quanto possibile, a indicare il Comune, il luogo interessato, il tipo di attività e una breve descrizione della criticità riscontrata.
È inoltre possibile allegare fotografie, video o altra documentazione utile, senza esporsi a situazioni di pericolo per raccogliere il materiale.

Dalle segnalazioni alle verifiche: l’obiettivo è prevenire gli incidenti

Il Codacons procederà all’esame delle segnalazioni ricevute e, quando emergeranno elementi che meritano un approfondimento, valuterà la trasmissione agli organismi istituzionalmente competenti per le verifiche del caso.
L’associazione precisa inoltre che l’identità delle persone che effettuano le segnalazioni sarà trattata con la massima riservatezza, nel rispetto della normativa vigente.
«Non possiamo permettere che le morti sul lavoro diventino una tragica normalità», afferma Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale del Codacons. «Dietro ogni vittima c’è una persona, una famiglia che la aspetta a casa, una comunità che viene colpita».
Il messaggio dell’iniziativa è chiaro: intervenire quando il rischio è ancora una possibilità può significare evitare che diventi un incidente.

Sicurezza sul lavoro, non bastano gli adempimenti formali

Il Codacons richiama anche il quadro normativo sulla tutela dei lavoratori. L’articolo 2087 del Codice civile stabilisce l’obbligo per l’imprenditore di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori, secondo le caratteristiche dell’attività, l’esperienza e la tecnica.
A questo si aggiunge il sistema di prevenzione e protezione previsto dal decreto legislativo 81 del 2008 e dalle successive modifiche.
Per l’associazione, tuttavia, la sicurezza non può essere ridotta a una serie di documenti o adempimenti burocratici. Valutazione dei rischi, formazione, prevenzione, manutenzione delle attrezzature, corretta organizzazione del lavoro e vigilanza devono tradursi in comportamenti concreti e quotidiani.

«Chi lavora può essere il primo ad accorgersi che qualcosa non va»

Un ruolo centrale viene riconosciuto a chi vive ogni giorno gli ambienti di lavoro. Sono infatti gli stessi lavoratori, insieme a chi frequenta quei luoghi, a poter individuare per primi una situazione anomala o potenzialmente pericolosa.
«Chi vive quotidianamente un luogo di lavoro può essere tra i primi ad accorgersi che qualcosa non va», sottolinea Tanasi. «Far emergere una criticità in tempo può contribuire a evitare conseguenze gravissime».
L’obiettivo, precisa il segretario nazionale del Codacons, non è sostituire gli organismi di vigilanza, ma creare un ulteriore canale attraverso il quale le situazioni meritevoli di attenzione possano emergere ed essere sottoposte alle valutazioni degli enti competenti.

L’appello alla Regione Siciliana: più prevenzione e vigilanza

Di fronte ai 29 infortuni mortali registrati nei primi sei mesi dell’anno, il Codacons rivolge anche un appello alla Regione Siciliana e agli organismi competenti affinché vengano ulteriormente rafforzate le attività di prevenzione, vigilanza e coordinamento sul territorio.
La richiesta è quella di promuovere una vera cultura della sicurezza, capace di coinvolgere istituzioni, imprese e lavoratori e di trasformare la prevenzione in una pratica quotidiana.
La sicurezza, insomma, non dovrebbe entrare in gioco soltanto dopo un incidente. Il principio alla base della campagna “Prima che accada” è intervenire prima, quando una situazione di rischio può ancora essere corretta.

In caso di pericolo immediato restano fondamentali i servizi di emergenza

Il Codacons chiarisce che l’iniziativa non sostituisce i servizi di emergenza né gli organismi pubblici competenti. In presenza di un pericolo grave e immediato occorre rivolgersi direttamente ai servizi preposti.
La campagna punta invece a far emergere quelle criticità che, se ignorate, possono trasformarsi nel tempo in incidenti e conseguenze irreparabili.
«Vogliamo che da questi numeri nasca qualcosa di concreto», conclude Tanasi. «Ogni rischio individuato in tempo, ogni situazione pericolosa corretta prima che accada un incidente può significare una tragedia evitata. La vita e la salute di chi lavora vengono prima di tutto».

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