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Crazy Wheels Ragusa: l’estate delle ruote che abbattono le barriere da Marina di Ragusa a Milazzo e Ribera
12 Ago 2026 09:26
L’estate dello sport paralimpico siciliano corre veloce sulle ruote delle Crazy Wheels – Ruote Pazze di Ragusa. Dopo il bellissimo risultato conquistato nel torneo 3×3 di Marina di Ragusa, la squadra ragusana di basket in carrozzina ha proseguito il proprio percorso partecipando a due importanti eventi estivi dedicati alla promozione e alla valorizzazione dello sport paralimpico: prima a Milazzo, nell’ambito di Allinparty, e una settimana dopo a Ribera, per la manifestazione “Sport Inclusivo – Lo sport che unisce, valorizza, include”.
Non semplici appuntamenti dimostrativi, ma occasioni nelle quali il basket in carrozzina ha mostrato tutta la propria forza: tecnica, atletica, agonistica e soprattutto umana. Perché il messaggio lanciato dalle Crazy Wheels, insieme alle altre realtà protagoniste, è chiaro: l’inclusione non è uno slogan, ma qualcosa che si costruisce sul campo, giocando fianco a fianco.
Da Marina di Ragusa a Milazzo, un’estate nel segno dello sport paralimpico
Il percorso delle Crazy Wheels Ragusa era iniziato con il positivo risultato ottenuto nel 3×3 di Marina di Ragusa, un appuntamento che aveva già acceso i riflettori sul movimento del basket in carrozzina e sulla crescente vitalità dello sport paralimpico siciliano.
Da lì è partito un vero e proprio tour estivo che ha portato gli atleti ragusani prima a Milazzo e successivamente a Ribera. Due manifestazioni diverse, ma unite dalla stessa volontà: far conoscere lo sport paralimpico, valorizzare gli atleti e creare occasioni concrete di incontro attraverso il linguaggio universale dello sport.
A Milazzo, nell’ambito di Allinparty, le Crazy Wheels hanno condiviso il parquet con la Panormus di Palermo e con una rappresentanza del CUS Catania, dando vita a una giornata nella quale sport e inclusione sono diventati protagonisti assoluti.
Squadre miste e basket vero: in campo vince l’inclusione
Dopo la formula del 3×3 sperimentata a Marina di Ragusa, gli eventi di Milazzo e Ribera hanno proposto una formula ancora più significativa dal punto di vista inclusivo.
Gli organizzatori hanno infatti scelto di non creare squadre contrapposte sulla base delle società di appartenenza, ma di mescolare gli atleti. Sono state così formate due squadre miste, composte da giocatori provenienti dalle diverse realtà siciliane, che si sono affrontate in partite a tutto campo.
Una scelta che ha prodotto un risultato particolarmente significativo. Sul parquet sono scesi atleti di Serie B, capaci di mettere in mostra preparazione atletica, qualità tecniche e una notevole intensità agonistica.
Ma oltre al risultato, a conquistare la scena è stato il modo in cui le partite sono state vissute: competizione e rispetto, agonismo e divertimento, esperienza e condivisione. Elementi che hanno trasformato le due giornate in una vera celebrazione del basket in carrozzina.
A Ribera il gesto del sindaco Carmelo Pace diventa un messaggio potentissimo
Se a Milazzo l’entusiasmo aveva già accompagnato ogni momento dell’iniziativa, a Ribera lo sport inclusivo ha regalato una scena destinata a rimanere impressa.
Durante “Sport Inclusivo – Lo sport che unisce, valorizza, include”, il sindaco di Ribera Carmelo Pace ha scelto di andare oltre il tradizionale saluto istituzionale. Il primo cittadino si è infatti seduto su una carrozzina, è entrato in campo e ha disputato una partita a tutto campo insieme agli atleti.
Un gesto apparentemente semplice, ma dal forte valore simbolico. Sedersi su una carrozzina e provare direttamente le dinamiche del basket significa confrontarsi con una realtà che spesso viene osservata soltanto dall’esterno. Significa comprendere, attraverso l’esperienza diretta, quanto siano importanti equilibrio, forza, coordinazione e tecnica per muoversi sul parquet e competere ad alti livelli.
L’inclusione non si racconta: si vive
È proprio questo il significato più profondo delle iniziative alle quali hanno partecipato le Crazy Wheels Ragusa. L’inclusione acquista valore quando smette di essere una dichiarazione di principio e diventa esperienza.
A Ribera, tra le ruote delle carrozzine che correvano sul parquet, i passaggi, i tiri e la fatica di una partita vera, quel concetto ha trovato una rappresentazione concreta. Il gesto del sindaco Pace ha contribuito a trasformare una giornata di sport in un’occasione di conoscenza e sensibilizzazione.
Perché il basket in carrozzina non è soltanto uno strumento per parlare di disabilità. È innanzitutto sport. È allenamento, competizione, tecnica, tattica, sacrificio e voglia di vincere. È la stessa passione che anima qualsiasi atleta quando entra in campo.
Crazy Wheels, Panormus e CUS Catania: una Sicilia paralimpica sempre più unita
La presenza contemporanea di Crazy Wheels Ragusa, Panormus Palermo e CUS Catania ha inoltre evidenziato un altro elemento importante: la crescita di una rete siciliana dello sport paralimpico sempre più capace di fare squadra.
Società diverse, territori diversi e atleti con esperienze differenti si sono ritrovati dalla stessa parte del campo, contribuendo a creare occasioni di confronto e condivisione.
È anche attraverso appuntamenti come quelli di Milazzo e Ribera che il movimento può continuare a crescere, attirando nuovi praticanti, coinvolgendo il pubblico e dimostrando che lo sport può diventare uno dei più potenti strumenti di inclusione sociale.
Le ruote continuano a girare
Dopo Marina di Ragusa, Milazzo e Ribera, il percorso delle Crazy Wheels non si ferma. L’estate ha confermato la vitalità di una squadra che, insieme alle altre realtà coinvolte, sta contribuendo a dare visibilità al basket in carrozzina e allo sport paralimpico siciliano.
Tre appuntamenti, tre realtà sportive e decine di atleti hanno raccontato una storia nella quale il risultato più importante non è quello scritto sul tabellone.
È la vittoria dello stare insieme, della condivisione e della possibilità di giocare senza barriere. Le Crazy Wheels – Ruote Pazze continuano così a far girare le loro ruote. Pazze nel nome, ma con una direzione precisa: trasformare ogni parquet in uno spazio nel quale tutti possano sentirsi semplicemente atleti.
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