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EMERGENZA IDRICA A RAGUSA. “MOVIMENTO CITTÀ” APRE IL DIBATTITO
06 Mar 2013 08:55
Un problema che poteva essere arginato. Una questione che necessitava di politiche in linea con le disposizioni legislative, ma non solo. Occorreva coinvolgere la società in un piano di tutela e rispetto del territorio, a partire proprio dagli allevatori, adesso gli unici imputati dell’inquinamento dei pozzi B e B1. Corsi di formazione ed incentivi per un corretto smaltimento dei reflui zootecnici e del letame, il ricorso ad impianti di bio-gas, un piano di tutela delle acque con l’identificazione delle zone di tutela assoluta, delle zone di rispetto e delle zone di protezione delle aree di ricarica delle falde. Queste le riflessioni scaturite dal convegno “Acqua di Casa mia: «Quello che dobbiamo sapere (…e che possiamo fare)»”, organizzato da Movimento Città martedì sera presso la sala Avis di Ragusa.
“Una occasione di confronto – spiega Sergio Guastella – su uno dei temi essenziali per la comunità. La partecipazione attiva che noi da anni auspichiamo presuppone una informazione seria della cittadinanza. Non solo corretta informazione però, servono anche proposte”.
Tra i relatori Mario Dipasquale (dottore di ricerca in Idrogeologia Università di Palermo), Giovanni Licitra (chimico,laboratorio analisi terreni,acqua), Saro Gurrieri (ingegnere) e Sergio Adamo (docente Istituto ‘E. Fermi’ Ragusa). La natura carsica del sottosuolo ibleo, la gestione sostenibile delle acque, i principali problemi della rete idrica ed alcune possibili strategie correttive, le mancanze da parte del Comune a partire dalle convenzioni sottoscritte per l’utilizzo del l’invaso idrico di Santa Rosalia, le politiche ambientali e il ricorso ad impianti di bio-gas. Questi i principali spunti, seguiti dagli interventi del consiglieri comunali di Movimento Città.
“Dal 2010 l’Arpa – afferma Enrico Platania, capogruppo di Movimento città al Comune di Ragusa – ha segnalato l’inquinamento della sorgente Oro in modo preciso e puntuale alla precedente amministrazione. Il problema non solo non è stato risolto ma è degenerato. Si tratta di inadempienza o di incompetenza dell’ex sindaco? Non so quale delle due ipotesi sia preferibile”.
“Il lavoro all’interno delle commissioni consiliari – aggiunge Maria Grazia Criscione – ha permesso di approfondire solo una parte della vicenda. Spesso abbiamo subito l’assenza dei dirigenti comunali e la mancanza di trasparenza. Pochi i documenti messi a disposizione. L’Arpa ha invece fornito copia delle comunicazioni effettuate negli ultimi due anni, i risultati delle analisi compiute, le foto delle ispezioni condotte. I dati indicano un inquinamento di origine animale, da imputarsi verosimilmente agli allevamenti situati nelle aree di ricarica delle falde, al quale l’amministrazione ha dato poco o nessuna importanza. Il problema è complesso ed occorrevano scelte tipo politico – riferisce il consigliere Criscione – ma nessun politico, come ha dichiarato in commissione persino qualche dirigente comunale, si prenderà mai la briga di schierarsi contro le aziende”.
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