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La Cattedrale di Ragusa rinnova il cuore della liturgia: consacrati i nuovi poli liturgici nel quinto anniversario episcopale di mons. La Placa
17 Lug 2026 10:56
Una celebrazione intensa, ricca di simboli e destinata a rimanere nella storia recente della Chiesa ragusana. La Cattedrale di San Giovanni Battista ha accolto questa sera il rito di benedizione e consacrazione dei nuovi poli liturgici – altare, ambone e cattedra – in una ricorrenza particolarmente significativa: il quinto anniversario dell’ordinazione episcopale del vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa.
Una coincidenza che ha conferito alla celebrazione un valore ancora più profondo. «Se oggi facciamo memoria di questo anniversario – ha ricordato il vescovo durante l’omelia – non è per celebrare una persona, ma per rendere grazie al Signore, che continua a prendersi cura del suo popolo attraverso i suoi ministri, chiamati a rendere visibile, pur nella loro fragilità, la premura di Dio Padre per i suoi figli».
Il rinnovamento liturgico rappresenta un intervento di grande rilievo per la Cattedrale. Il progetto è stato curato dallo Studio Progetto Bema di Roma, che ha scelto di coniugare linguaggi contemporanei e memoria storica. Sono stati infatti mantenuti i pannelli bronzei realizzati dall’artista ragusano Arturo Di Natale, mentre nell’ambone è stato inserito un pannello dell’artista Giovanni Di Natale, figlio di Arturo, in un dialogo ideale tra due generazioni e due sensibilità artistiche.
Particolarmente significativa anche la scelta dei materiali. Al posto del marmo sono stati utilizzati la pietra di Comiso e la pece, elementi profondamente legati al territorio ibleo. Una decisione che conferisce ai nuovi poli liturgici sobrietà ed essenzialità, rafforzando il legame tra la Cattedrale e la storia della comunità che la vive.
Ogni elemento è stato ripensato anche nella sua collocazione. La cattedra è stata avvicinata all’assemblea, a rappresentare un vescovo sempre più vicino ai fedeli e chiamato all’ascolto. L’ambone, avanzato e rialzato, evidenzia la centralità della Parola di Dio, che viene proclamata e donata al popolo. L’altare, collocato al centro dello spazio celebrativo, richiama invece la mensa attorno alla quale la comunità cristiana si raccoglie per celebrare l’Eucaristia.
Uno dei momenti più solenni della celebrazione è stato il rito della dedicazione dell’altare, durante il quale sono state deposte al suo interno le reliquie di Sant’Agata, di San Carlo Acutis, della Beata Maria Candida dell’Eucaristia e della Beata Maria Schininà. Una presenza che accompagnerà spiritualmente la vita liturgica della Cattedrale e dell’intera diocesi.
Al termine della celebrazione è stata inoltre scoperta una lapide commemorativa che ricorda la dedicazione del nuovo altare e la benedizione dei poli liturgici, consegnando alla memoria della città un momento destinato a segnare il cammino della Chiesa ragusana.
La serata ha restituito alla Cattedrale un nuovo equilibrio tra arte, liturgia e spiritualità. Un intervento che non rappresenta soltanto un rinnovamento degli spazi celebrativi, ma un segno concreto di una Chiesa che continua a rinnovarsi rimanendo saldamente ancorata alle proprie radici e alla propria identità.Foto di Salvo Bracchitta





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