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La figlia chiese aiuto su tik tok. Ex compagno della madre condannato a 2 anni e 4 mesi per stalking e lesioni
16 Lug 2026 08:43
Divenne un caso nazionale; la figlia della vittima, al rientro da scuola, da una assemblea in cui si parlava della violenza sulle donne, aveva deciso di fare un video su tik tok, per raccontare quello che stava accadendo, per proteggere sua madre e per chiedere aiuto. “Se uno non vive determinate cose forse nemmeno le capisce” diceva la giovane. “Sto facendo questo video prima che accada un altro femminicidio, perché in Italia finché non vedono una morte, una prova, non fanno nulla: chiedo aiuto per chiarire questa situazione e sensibilizzare qualcuno perché faccia qualcosa”. Ma la Giustizia intanto stava procedendo. Mentre la ragazza denunciava pubblicamente, era iniziato il processo a carico dell’uomo. l’ex compagno della madre, per atti persecutori e lesioni. L’uomo dopo la denuncia della ex compagna, l’aveva aggredita fisicamente in un bar; erano stati i titolari del bar e alcuni avventori a bloccare l’uomo che era stato sottoposto al provvedimento del divieto di avvicinamento ma nel corso della prima udienza in Tribunale, la donna assistita dall’avvocato Fabio Borrometi, aveva rimesso la querela. Il giudice si era dapprima riservato e poi aveva sciolto la riserva ritenendo che ci fossero gli estremi per procedere d’ufficio anche in assenza di querela e così è stato. Il processo era continuato ma senza provvedimenti restrittivi nei confronti dell’uomo che aveva ripreso la relazione con la donna prima della rottura definitiva. Ier la condanna, in primo grado di giudizio a 2 anni e 4 mesi di reclusione, al pagamento delle spese processuali, al pagamento di una provvisionale di 4mila euro in favore della vittima che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Fabio Borrometi, oltre alle spese legali sostenute dalla stessa e il risarcimento danni da liquidarsi in separata sede. Una escalation di condotte poste in essere nei confronti della donna da novembre del 2022 a gennaio del 2023. Messaggi e minacce anche alla sua famiglia, appostamenti e aggressioni, verbali e fisiche. Madre e figlia erano terrorizzate dalla presenza dell’uomo che ritrovavano sotto casa o sul posto di lavoro della ex compagna, minaccioso; che chiedeva ai conoscenti dove fosse la donna. Avevano cambiato le loro abitudini di vita, spaventate. La ragazza all’epoca 17enne, era stata denunciata dall’imputato per diffamazione aggravata; il Tribunale per i Minori di Catania l’aveva assolta con la formula del “perchè il fatto non costituisce reato”.
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