Due minori tra i quarantasei migranti salvati stanotte dalla Guardia costiera di Pozzallo

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Una notte di attesa, a Pozzallo. Al tramonto, la motovedetta Cp 325 della Guardia costiera aveva mollato gli ormeggi da Pozzallo per un barcone segnalato a circa 65 miglia dalle coste siciliane. Una emergenza. Intorno alla mezzanotte il recupero a 55 miglia: 46 persone (tra loro 2 minori). La prima ricognizione ne aveva rilevate una ventina; gli altri migranti, probabilmente seduti in un livello più basso della piccola imbarcazione in vetroresina, non erano visibili.

Poi dopo che dall’alto un mezzo aereo ha completato il pattern di ricerca – per il dubbio che non fosse quella l’imbarcazione segnalata ma che potesse essercene un’altra con una 60ina di persone a bordo – il rientro della Cp a Pozzallo, con i 46 a bordo.

Tutti cittadini originari del Bangladesh e 6 egiziani. Avevano solo dell’acqua e sarebbero partiti dalla Libia 3 giorni fa. Moltissimi casi di scabbia, anche con sovrainfezione batterica. In banchina militare, dove è avvenuto lo sbarco, ad attenderli i medici dell’Usmaf – sanità marittima – e dell’Asp, Vincenzo Morello e Angelo Gugliotta oltre alla Fondazione Migrantes e alla Protezione civile. Lo sbarco si è concluso intorno alle 8. 

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