Lavori in notturna, quando la normalità diventa una notizia: l’esempio di Ragusa una buona pratica da estendere

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Ci sono notizie che fanno riflettere più per ciò che raccontano indirettamente che per il fatto in sé. È il caso dei lavori eseguiti in notturna a Ragusa, nello slargo di via Benedetto Croce, dove il rifacimento della segnaletica è stato effettuato durante la notte dopo gli interventi di sistemazione del marciapiede e di asfaltatura.

Una scelta che il sindaco Peppe Cassì ha rivendicato spiegando come non tutti i lavori possano essere realizzati nelle ore notturne, ma che, laddove l’impatto acustico è limitato, questa rappresenti una soluzione capace di ridurre i disagi alla circolazione e ai cittadini.

Fin qui nulla di straordinario. O almeno non dovrebbe esserlo.

Eppure, dalle nostre parti, la decisione di lavorare di notte finisce per diventare una notizia. Un fatto da sottolineare, da commentare e persino da elogiare.

Nelle grandi città italiane ed europee, infatti, i lavori in notturna rappresentano spesso la regola e non l’eccezione. Interi cantieri vengono organizzati per operare quando il traffico diminuisce, con decine di operai impegnati fino all’alba per accelerare i tempi di esecuzione e limitare al massimo gli effetti sulla vita quotidiana di residenti, pendolari e attività commerciali.

Da noi, invece, basta vedere qualche operaio al lavoro nelle ore serali perché la cosa faccia discutere.

Il caso di piazza Benedetto Croce è stato peraltro agli onori della cronaca per diverse ragioni. Qui si erano registrati momenti di forte tensione quando la coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle, Nayla Hassen, aveva protestato contro l’abbattimento di alcuni alberi previsto nell’ambito della riqualificazione dell’area, arrivando a bloccare temporaneamente l’avvio delle operazioni.

Oggi, però, il dibattito si sposta su un altro piano. Quello dell’organizzazione dei lavori pubblici e della capacità delle amministrazioni di ridurre l’impatto degli interventi sulla città.

A sottolinearlo è stato anche il segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese, che ha espresso apprezzamento per la scelta e per il lavoro svolto dagli uffici tecnici comunali.

Naturalmente non tutto può essere fatto di notte. Esistono limiti tecnici, esigenze di sicurezza e problematiche legate all’inquinamento acustico che rendono impossibile trasferire ogni cantiere nelle ore serali. Ma quando è possibile farlo, i vantaggi sono evidenti.

L’auspicio è che non resti un episodio isolato né un’eccezione da celebrare. Sarebbe auspicabile che questa modalità operativa diventasse una buona pratica da consolidare e da estendere a tutti i Comuni della provincia iblea, ogni volta che le condizioni lo consentano.

E forse il giorno in cui un cantiere notturno non farà più notizia vorrà dire che avremo fatto un piccolo passo avanti nella normalità amministrativa che troppo spesso continuiamo a considerare straordinaria.

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