L’utilizzo eccessivo di Instagram può portare a non riconoscersi più. Nuovi studi

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Cosa succede quando uno dei social più usati al mondo smette di essere solo uno strumento di comunicazione e diventa una presenza costante nella quotidianità? Una nuova riflessione scientifica torna a puntare i riflettori sull’uso di Instagram e sui possibili effetti che un’esposizione prolungata e intensiva può avere sulla percezione di sé, fino a portare in alcuni casi a una sensazione di “non riconoscersi più”.

Il tema riguarda soprattutto le dinamiche legate ai contenuti basati sull’immagine, ai filtri e alla continua esposizione a versioni idealizzate della realtà, elementi che nel tempo possono influenzare il modo in cui gli utenti osservano e interpretano il proprio corpo e la propria identità.

Secondo studi recenti, l’utilizzo intensivo delle piattaforme social, in particolare quelle come Instagram, può contribuire a modificare la percezione della propria immagine corporea e del sé, fino a creare una sorta di distacco tra esperienza reale e rappresentazione digitale. In alcuni casi, questo processo sarebbe legato all’abitudine di osservare sé stessi “dall’esterno”, come se si fosse spettatori della propria immagine, un fenomeno che può incidere sulla costruzione dell’identità personale.

Le ricerche più recenti evidenziano come non sia solo la quantità di tempo trascorso online a incidere, ma anche il tipo di contenuti fruiti e le modalità di interazione con la piattaforma: l’uso di filtri estetici, la continua esposizione a immagini perfezionate e la pressione del confronto sociale possono contribuire a una progressiva alterazione della percezione di sé e del proprio corpo.

Allo stesso tempo, gli studiosi sottolineano che non si tratta necessariamente di un effetto universale o automatico: la maggior parte degli utenti non sviluppa condizioni cliniche di dipendenza o disturbi strutturati, ma può comunque sperimentare variazioni nella propria autopercezione e nel rapporto con la propria immagine digitale.

Un recente studio internazionale ha inoltre approfondito il tema dell’“embodiment”, ovvero l’integrazione tra percezione interna ed esterna del corpo, evidenziando come un uso prolungato di Instagram possa contribuire a sfumare i confini tra sé e l’immagine proiettata online, influenzando la costruzione dell’identità corporea nel tempo.

In Italia, il fenomeno dell’uso problematico dei social riguarda una parte della popolazione giovanile, e cresce l’attenzione verso il bisogno di un utilizzo più consapevole delle piattaforme digitali, anche attraverso periodi di pausa o “digital detox”, sempre più diffusi tra gli utenti.

In questo scenario, Instagram si conferma quindi non solo uno spazio di condivisione, ma anche un ambiente che può incidere profondamente sulla percezione di sé, rendendo sempre più centrale il tema dell’equilibrio tra vita online e realtà quotidiana. Fonte Ansa

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