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Crolla il commercio ambulante: -37 di attività a Ragusa in un anno
09 Giu 2026 11:31
Il commercio ambulante in Sicilia continua a perdere terreno e anche la provincia di Ragusa registra un calo significativo. Nel giro di un solo anno, infatti, nell’Isola sono scomparsi 870 venditori ambulanti, passando da 16.189 a 15.319 operatori attivi, con una flessione complessiva del 5,4%.
Il dato emerge dall’Osservatorio nazionale del commercio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornato al 31 dicembre 2025, ed è stato rilanciato da Confimprese Sicilia, che lancia un allarme sulle condizioni strutturali del settore.
Nel dettaglio territoriale, la provincia di Ragusa registra una perdita di 37 operatori ambulanti rispetto all’anno precedente. Un calo che, pur meno marcato rispetto ad altre aree dell’Isola come Agrigento (-265), Palermo (-164) o Catania (-123), conferma una tendenza generalizzata di arretramento del comparto anche nel territorio ibleo.
Secondo Confimprese, il fenomeno non può essere letto come una crisi isolata del commercio su area pubblica, ma come parte di una trasformazione più ampia del sistema distributivo. A pesare sarebbero l’aumento dei costi di gestione, la riduzione dei margini di guadagno, i cambiamenti nelle abitudini di consumo, la concorrenza crescente della grande distribuzione e le difficoltà nel ricambio generazionale.
Il commercio ambulante, sottolinea l’associazione, rappresenta ancora una rete composta da oltre 15 mila imprese in Sicilia, con un ruolo economico e sociale rilevante, oltre che turistico in molti contesti urbani. Tuttavia, il settore sarebbe rimasto ai margini delle principali politiche di sviluppo e rigenerazione urbana.
Un’attenzione maggiore potrebbe arrivare dalle misure previste dalla legge sul Made in Italy, che destina risorse specifiche ai mercati rionali attraverso un programma di sostegno alle Regioni. Alla Sicilia sono stati assegnati circa 494.800 euro per interventi di riqualificazione e valorizzazione del settore.
Secondo Confimprese, tuttavia, si tratta di risorse insufficienti rispetto alle reali esigenze del comparto, anche se rappresentano comunque un punto di partenza per possibili interventi.
Dal territorio emergono inoltre criticità legate alla programmazione. In diverse città siciliane, compresa la provincia di Ragusa, i mercati e il commercio su area pubblica non sembrano ancora pienamente integrati in una strategia di sviluppo urbano e commerciale.
L’associazione segnala come, in assenza di una visione complessiva, il rischio sia quello di una progressiva marginalizzazione del settore, con ricadute non solo economiche ma anche sociali per intere comunità locali.
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