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Rischio per i consumatori: sequestrati 800 chili di tonno rosso contaminato
01 Giu 2026 15:07
Nuovo duro colpo alla commercializzazione illegale del tonno rosso in Sicilia. Nella notte tra martedì e mercoledì i militari della Capitaneria di Porto di Trapani, insieme al personale della Delegazione di Spiaggia di San Vito Lo Capo, hanno sequestrato circa 800 chilogrammi di tonno rosso trasportati senza la documentazione obbligatoria che ne attestasse la provenienza e la tracciabilità.
L’operazione è stata condotta a Castelluzzo, nel territorio di San Vito Lo Capo, dove le forze impegnate nei controlli hanno fermato un furgone sospetto trovando a bordo sei esemplari di tonno rosso destinati presumibilmente alla commercializzazione.
Tonno senza documenti: multa e sequestro immediato
Durante le verifiche è emerso che il carico era privo del BCD (Bluefin Catch Document), il documento indispensabile per certificare la provenienza legale del tonno rosso e garantire la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera.
Per questa violazione il pescato è stato immediatamente sottoposto a sequestro amministrativo, mentre al conducente del mezzo è stata contestata una sanzione pari a 2.666,67 euro.
Le analisi dell’Asp: presenza di istamina oltre i limiti consentiti
Dopo il sequestro, il prodotto è stato sottoposto agli accertamenti sanitari da parte dell’Asp di Palermo. I risultati delle analisi hanno evidenziato la presenza di istamina in concentrazioni superiori ai limiti previsti dalla normativa vigente.
Una condizione che rende il pesce potenzialmente pericoloso per la salute dei consumatori e che ha portato alla dichiarazione di non idoneità al consumo umano.
Di conseguenza, l’intero quantitativo di tonno sequestrato è stato avviato alla distruzione presso un centro autorizzato attraverso una ditta specializzata.
Catena del freddo compromessa: tra le cause dell’alterazione
Secondo le prime verifiche effettuate dagli organi competenti, l’alterazione del prodotto potrebbe essere stata causata dalle modalità di trasporto.
Il furgone utilizzato, infatti, non sarebbe risultato adeguato a garantire il mantenimento della catena del freddo, elemento fondamentale per la conservazione del pesce fresco e per evitare la formazione di sostanze dannose come l’istamina.
Contributo fotografico: Franco Assenza
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