Rigenerazione urbana, sociale e culturale: Ragusa presenta il Masterplan per il futuro del centro storico

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RAGUSA – Un centro storico che guarda al futuro senza perdere il legame con la propria identità. È questo il filo conduttore dell’assemblea pubblica ospitata all’Auditorium della Camera di Commercio del Sud Est, durante la quale è stata presentata la pubblicazione “Ragusa: un processo di rigenerazione urbana sociale e culturale”, volume curato dall’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici (ANCSA) nell’ambito del percorso promosso dal Comune di Ragusa attraverso l’Assessorato al Centro Storico.

L’iniziativa si inserisce nel programma di appuntamenti che accompagneranno gli Stati Generali sui Centri e le Città Storiche, previsti a Bologna nel novembre 2026, e rappresenta una tappa significativa del lavoro avviato per costruire una strategia condivisa di rilancio della città storica.

Ad aprire i lavori è stata Marika Fior, segretaria generale di ANCSA e docente alla Sapienza di Roma, che ha inquadrato la pubblicazione come una fondamentale tappa scientifica e culturale del percorso che porterà agli Stati Generali, delineando al tempo stesso le prospettive future e il calendario delle iniziative previste nei prossimi mesi.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Cassì e dell’assessore al Centro Storico Giovanni Gurrieri, il confronto è entrato nel vivo con gli interventi dei curatori della ricerca, Stefano Storchi, presidente di ANCSA e docente al Politecnico di Milano e all’Università di Parma, e Letizia Carrera, sociologa dell’Università di Bari.

Il volume, come spiegato da Storchi e Carrera, raccoglie e sviluppa i risultati dell’indagine che ANCSA ha condotto su Ragusa, proponendo una lettura delle trasformazioni urbanistiche, sociali e culturali della città in relazione ai contesti territoriali e paesaggistici e alle sfide contemporanee. Uno studio che si traduce in una visione organica per il territorio e che trova la propria sintesi nel Masterplan e nelle Linee guida per la rigenerazione del centro storico, già illustrati alla città nel corso di un precedente incontro pubblico.

Un elemento emerso con forza nel corso dell’assemblea è stato il valore del metodo partecipativo adottato durante il percorso di elaborazione del Masterplan. La ricerca, infatti, è stata costruita attraverso un articolato processo di ascolto e confronto con residenti, imprenditori, associazioni, parrocchie, istituzioni e portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa e radicata nelle esigenze reali della comunità.

«Il metodo partecipato, che vede la cittadinanza e l’amministrazione collaborare fianco a fianco, è senza ombra di dubbio lo strumento migliore per percorrere insieme la strada del cambiamento e di una rinnovata consapevolezza condivisa», aveva sottolineato l’assessore Giovanni Gurrieri presentando l’iniziativa.

Nel suo intervento, il sindaco Peppe Cassì ha ribadito la centralità del centro storico nelle politiche di sviluppo della città, evidenziando come la rigenerazione non possa limitarsi alla conservazione del patrimonio edilizio, ma debba tradursi in un progetto complessivo capace di attrarre nuovi residenti, servizi, investimenti e opportunità.

A contribuire al dibattito sono stati autorevoli esperti del settore. L’architetto e restauratore Massimo Carmassi ha affrontato il tema del rapporto tra progettazione contemporanea e tutela del patrimonio storico, soffermandosi sull’equilibrio necessario tra innovazione e conservazione nei contesti di maggiore pregio architettonico.

Silvia Viviani, architetto e assessore all’Urbanistica del Comune di Livorno, ha illustrato il ruolo degli strumenti di governo del territorio e del Masterplan come guida strategica per coordinare gli interventi di valorizzazione e sviluppo della città storica.

Le conclusioni sono state affidate a Chiara Nifosì del Politecnico di Milano, che ha tracciato le prospettive future della ricerca, evidenziando la necessità di trasformare la conoscenza scientifica e le analisi elaborate in interventi concreti capaci di generare qualità urbana, inclusione sociale e nuova attrattività.

Dall’incontro è emersa con chiarezza una visione condivisa: il centro storico non deve essere considerato soltanto un patrimonio da tutelare, ma uno spazio urbano da abitare e far vivere, attraverso politiche capaci di coniugare conservazione, innovazione e partecipazione.

Questo percorso di pianificazione trova già alcune prime applicazioni concrete nelle misure che l’amministrazione comunale sta mettendo in campo per favorire il recupero dell’edilizia privata del centro storico. Il Comune ha infatti previsto una dotazione iniziale di 800 mila euro destinata a sostenere interventi di riqualificazione degli immobili, con contributi a fondo perduto per il recupero degli ambienti interni e per il rifacimento di prospetti e coperture.

Si tratta di uno degli strumenti attraverso cui l’amministrazione intende contrastare lo spopolamento e incentivare il ritorno della residenzialità nel cuore della città, in coerenza con gli indirizzi delineati dal Masterplan elaborato insieme ad ANCSA.

Il bando pubblico che disciplinerà tempi e modalità di presentazione delle domande non è stato ancora pubblicato, ma l’amministrazione ha già avviato un confronto con professionisti e operatori del settore per illustrare le opportunità previste e preparare la fase attuativa della misura.

La presentazione del volume ha quindi rappresentato non soltanto un momento di approfondimento culturale e scientifico, ma anche l’occasione per fare il punto su una strategia di lungo periodo che punta a restituire centralità al patrimonio storico di Ragusa, rafforzandone l’identità e rendendolo sempre più attrattivo, vivibile e capace di rispondere alle sfide contemporanee.

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