“Il sangue si dona non si versa”: ecco gli interventi di presentazione dell’ iniziativa

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“Il sangue non si versa” è lo slogan della iniziativa dell’Avis di Ragusa e abbracciata dall’Avis provinciale e da tutte le Avis della provincia iblea, nel ricordare il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e le donne e gli uomini della scorta,  promuove una raccolta straordinaria di sangue per il 23 e 24 maggio. Al Tribunale di Ragusa, la presentazione della iniziativa, ospiti del Palazzo di Giustizia 

A introdurre Carmelo Arezzo, direttore responsabile della rivista Avis iblea. “Il sangue si dona non si versa” è una iniziativa che si svolgerà il 23 e 24 maggio, “appuntamento che sta diventando ordinario come momento di riflessione della comunità. I giudici Falcone, Borsellino, Livatino sono esempi per la comunità, hanno segnato storia del nostro Paese. Questa iniziativa è una occasione per chiamare a raccolta i donatori, con il totale coinvolgimento delle istituzioni – ha detto Carmelo Arezzo -. In apertura ricordiamo Giorgio Firrincieli, a cui è intitolata l’aula che sta ospitando questa presentazione. La sua storia personale tranciata presto per un incidente automobilistico ci hanno privato di un magistrato di valore”. “La mafia uccide il silenzio pure, donare il sangue significa rompere questo silenzio”. Di seguito gli interventi

Francesco Paolo Pitarresi, presidente del Tribunale di Ragusa. Dopo i saluti istituzionali, il presidente del Tribunale ha posto accento sulla importanza della donazione. Dal De beneficiis di Seneca il senso; l’azione di chi dona genera doppio arricchimento, per chi riceve e per chi dona. “E’come se tra donante e ricevente si istituisse un dono empatico”. Credendo nelle loro idee nella consapevolezza del rischio assunto “nel continuare a fare ciò in cui credevano, questi martiri ci hanno donato il loro sangue e il loro esempio. Restano le loro tensioni morali”. Ha detto il presidente Pitarresi che ha aggiunto parafrasando “Lentamente muore” di Pablo Neruda, che “Lentamente muore chi nella vita non ha mai donato e nessuno può dirsi toppo povero per non donare sangue”. Anche chi non può donare può fare tanto per promuovere la donazione e la ultura della donazione a Ragusa è viva.     

Tania Giallongo Prefetto di Ragusa “La nostra realtà provinciale spicca nel panorama delle donazioni, è una realtà nota in tutta Italia – ha detto il Prefetto – ed essere in un’aula di giustizia rende importante ancora di più questa iniziativa”. Da un lato il sangue che si dona per salvare, dall’altro il sangue che non avrebbe dovuto essere versato. “Il sangue si dona non si versa”; ricordare il giudice Falcone, la moglie Morvillo e le donne e gli uomini della scorta non è atto di commemorazione retorica ma di condivisione da coltivare con intensità ed attenzione, impegno concreto che significa anche scegliere da che parte stare ogni giorno”, ha concluso il Prefetto

Paolo Roccuzzo, Presidente Avis comunale di Ragusa da promotore dell’iniziativa ha ringraziato il Presidente del Tribunale per la costante vicinanza e collaborazione. “Ragusa è una eccellenza tutta assieme, una rete che si supporta che si aiuta, la manifestazione è organizzata da tutte le Avis del Ragusano”. Roccuzzo ha voluto sottolineare la forte sinergia tra il pubblico, con l’Azienda sanitaria locale, e il privato, costituito dalle nostre associazioni. Ragusa nonostante il calo demografico mantiene ed incrementa la raccolta del sangue; da sola riesce a fronteggiare il 50 per cento delle esigenze del territorio. Questo luogo ci è stato amico e ospitale – ha detto Roccuzzo facendo riferimento al Palazzo di Giustizia – incrementando anche i nostri donatori con i magistrati, il personale, gli avvocati. Almeno il 20 per cento del Palazzo di Giustizia è diventato donatore, forse un caso unico in Italia. E oltre all’attività di donazione c’è anche quella di prevenzione, nella cura del 27mila donatori in attività. Sensibilità e attenzione verso chi ha bisogno, è un patrimonio di questa provincia”.

Francesco Puleio Procuratore di Ragusa. “Giornata importante nel ricordo dei caduti e nella celebrazione di una attività meritevole come quella della donazione del sangue. Qualche anno fa in visita al Vittoriale, il Procuratore di Ragusa ricorda di avere visto una frase di D’Annunzio “che aveva la capacità di trovare slogan immediati. Un cartiglio recitava ‘Io ho, quel che ho donato’ e voleva esprimere probabilmente il senso di partecipazione e empatia che prende quando c’è il rilascio di una parte di sé per donare”. Poi ha ricordato il senso della donazione totale di sé, di quel 1992 che lo vedeva sostituto procuratore a Catania. “Falcone, Borsellino, Morvillo, le ragazze e i ragazzi della scorta. Nel 1992 ero sostituto procuratore a Catania e il senso di scoramento rabbia e frustrazione che assalì noi, portò tutti a chiedere di entrare nella direzione antimafia. Questo impegno al rispetto della legalità nasce anche da quella sensazione di rabbia e impotenza, dal desiderio di operare per fare sì che fatti come quelli non si verificassero più. Donazione come sacrificio di sé: la donazione del sangue è momento circoscritto ma altrettanto ampio. Cito un proverbio degli indiani d’America: ‘Eroe non è chi uccide il nemico ma chi dona la sua vita per il suo popolo’”.

Giuseppe Drago, Manager Asp di Ragusa. “Sono giornate istituite dalla Regione Sicilia”, qui, un momento di “presa d’atto della realtà ragusana, e del ‘modello Ragusa’ che in ambito della donazione di sangue è frutto di anni di organizzazione e di collaborazione istituzionale, è una rete solida che mette assieme tutte le istituzioni del territorio”. E un monito da non dimenticare; “dietro una sacca c’è una persona che ha bisogno”.  

Giuseppe Cassì, sindaco di Ragusa. “Per me è un onore poter dire che sono sindaco di una città che ha questi numeri nella raccolta del sangue, siamo i migliori in Italia e la attitudine alla donazione è un punto di onore. L’accostamento tra cultura della donazione e la legalità è perfetto; tanti magistrati hanno scelto di entrare in magistratura proprio sull’onda emotiva del 1992; da quell’anno in poi in Sicilia qualcosa è cambiato nella mentalità e nella testa dei siciliani. Un appello. Non siamo altrettanto attivi nella donazione degli organi, nel manifestare la disponibilità a donare i nostri organi; possiamo fare molto anche nel rinnovo dei documenti di identità. Pochi giorni fa abbiamo dedicato il lungomare a un ragazzo, Carmelo Di pasquale, che aveva sottoscritto il modulo della donazione; con l’espianto ha restituito speranza di vita a moltissime altre persone”.   

Emanuela Tumino, Presidente dell’Ordine degli avvocati. “L’Ordine degli Avvocati è stato fin dall’inizio vicino a questa iniziativa, meritoria e necessaria”. Simbolo di una speranza che può salvare una vita, di chi ha bisogno per affrontare intervento, chi ha malattie croniche…una iniziativa che è un “promemoria di come l’umanità dovrebbe scegliere cura e supporto reciproco. Sangue si dona e non si versa. Siamo e non facciamo gli avvocati, oggi una attestazione di vicinanza ad una iniziativa che merita rispetto e sinergia di e con tutti”.

Daniela Mercante dirigente Ufficio scolastico provinciale ha sostenuto che ne “il sangue si dona a non si versa, è insita una scelta culturale e un messaggio educativo importante; un modo per dire ai giovani da che parte stare. Cultura della solidarietà è vita. Scuola, istituzioni e società civile, operano insieme per educazione, cura, rispetto dell’altro e sulla responsabilità delle scelte”.

Francesco Bennardello, dirigente Immunoematologia e medicina trasfusionale di Ragusa “Anche quest’anno il 23 e 24 maggio si apriranno tutte le 12 sezioni Avis presenti in provincia di Ragusa. Da tecnico confermo eccezionali numeri; 25mila donatori che rappresentano 8 per cento della popolazione residente a fronte di una media nazionale del 3 per cento”. Quindicimila unità di sangue vanno a Palermo, Catania e Messina che non riescono a fare fronte da sole al loro fabbisogno. Anche nella donazione di plasma Ragusa è una eccellenza: è la materia prima da cui vengono prodotti farmaci salvavita per alcune patologie. Ragusa contribuisce per il 27 per cento alle necessità regionali. Senza questo volontariato organizzato, e senza supporto direzione strategica Asp questi risultati non sarebbero possibili”.       

Salvatore Calafiore presidente Avis Sicilia. “Ragusa è una delle province che sopperisce alle carenze di altre provincie. Eccezionale rapporto tra associazione e istituzioni, non presente in altre realtà. Per la donazione del plasma, a Ragusa ci sono 40 separatori cellulari; in provincia di Palermo ce n’è solo uno”. Calafiore ricorda poi la figura di Paolo Giaccone che costituì la prima Avis a Palermo; “oggi in Sicilia, le realtà sono 162, abbiamo raggiunto il fabbisogno di sangue e ciò significa che in ogni momento ad esempio i nostri talassemici possono trovare il sangue che serve loro per vivere”. E ha concluso: “Se il rapporto tra istituzioni e associazioni fosse come quello di Ragusa, saremmo autosufficienti anche per il plasma”Salvatore Poidomani, Presidente Avis provinciale di Ragusa. Ha rimarcato l’importanza di dedicare le giornate alla donazione speciale per ricordare figure esemplari di coraggio, resistenza e riscatto civile. Il 23 e 24 maggio Falcone e Morvillo; nei mesi successivi anche a Borsellino e Livatino. “Si fa memoria oltre alla semplice commemorazione, cercando di mantenere vivo il ricordo. Non solo rispetto delle leggi; la legalità è modo di vivere quotidiano, nel coraggio di fare la scelta giusta”. E il volontariato, il dare tempo e energie agli altri, costruire comunità, affermare solidarietà e fraternità è rappresentato proprio dalla  esperienza Avis”

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