Phishing fiscale: la nuova truffa ai contribuenti nel periodo della dichiarazione dei redditi

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

C’è chi aspetta il periodo della dichiarazione dei redditi per sistemare documenti e scadenze, e chi invece approfitta della confusione per tentare truffe sempre più sofisticate. È l’ennesimo allarme legato al phishing, la tecnica informatica con cui i criminali del web cercano di rubare dati personali, password e informazioni bancarie fingendosi enti ufficiali.

Negli ultimi giorni sono aumentate le segnalazioni di una nuova campagna fraudolenta che sfrutta il nome dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per ingannare i cittadini proprio nel momento in cui milioni di italiani stanno accedendo ai servizi online per il 730 precompilato, i rimborsi fiscali e le verifiche sulle cartelle.

Una strategia studiata nei dettagli: l’utente riceve una e-mail apparentemente ufficiale, con loghi, linguaggio burocratico e riferimenti che sembrano autentici. Nel messaggio si parla di una presunta “notifica amministrativa” o di documenti urgenti da consultare. A quel punto compare il classico invito a cliccare su un link e ad effettuare l’accesso con le proprie credenziali.

È qui che scatta la trappola. Il collegamento, infatti, non conduce ai portali istituzionali ma a siti clonati e controllati dai truffatori, creati per sottrarre username, password, codici fiscali e persino dati bancari.

Il fenomeno preoccupa anche in provincia di Ragusa, dove sono sempre di più i cittadini che utilizzano i servizi digitali dell’Agenzia per gestire pratiche fiscali senza recarsi agli sportelli. L’uso dello SPID e delle piattaforme online è diventato ormai quotidiano, soprattutto in queste settimane legate alla campagna fiscale 2026. Ed è proprio nei momenti di maggiore traffico digitale che i cybercriminali cercano di colpire.

Gli esperti di sicurezza informatica spiegano che i truffatori fanno leva soprattutto su due elementi: urgenza e paura. Frasi come “atto in scadenza”, “notifica importante” o “accesso obbligatorio” spingono molte persone a cliccare impulsivamente senza verificare l’autenticità del mittente.

Non è la prima volta che il nome dell’Agenzia delle Entrate viene utilizzato per campagne fraudolente, ma negli ultimi anni le tecniche sono diventate molto più credibili. Le e-mail imitano perfettamente la grafica istituzionale e spesso utilizzano indirizzi che a colpo d’occhio sembrano reali. In alcuni casi vengono persino riprodotte pagine web quasi identiche a quelle originali.

L’Agenzia delle Entrate ha già chiarito di essere totalmente estranea a queste comunicazioni e invita i cittadini a non cliccare mai su link sospetti ricevuti tramite e-mail, sms o messaggi istantanei. Il consiglio è sempre lo stesso: verificare attentamente il mittente, non inserire credenziali su pagine dubbie e consultare esclusivamente il portale ufficiale.

Per chi dovesse avere dubbi sulla veridicità di una comunicazione, è possibile consultare la sezione dedicata alle frodi informatiche sul sito ufficiale dell’Agenzia oppure contattare direttamente gli uffici competenti.

Nel frattempo, però, i truffatori continuano ad aggiornare le proprie strategie. Cambiano nomi, loghi e pretesti, ma il meccanismo resta identico: sfruttare la fiducia dei cittadini e i momenti più delicati dell’anno per rubare dati e denaro.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it