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La diga Ragoleto diventa rossa: ecco cosa è successo all’acqua. Preoccupazione tra gli agricoltori iblei
03 Mag 2026 08:59
Torna a far discutere il fenomeno dell’acqua dal colore rossastro alla Diga Ragoleto, un’anomalia già segnalata in passato e che nelle ultime ore è stata nuovamente notata da cittadini e agricoltori.
Il bacino, situato sul fiume Dirillo, interessa non solo il territorio della provincia di Catania, ma anche quello di Ragusa, dove l’acqua dell’invaso rappresenta una risorsa fondamentale per l’irrigazione delle colture.
Secondo le prime ipotesi, il colore rosso potrebbe essere legato ancora una volta alla presenza di particolari fioriture algali, fenomeno già registrato negli anni scorsi. In quei casi, la comparsa di microalghe aveva portato anche a limitazioni nell’utilizzo dell’acqua per scopi agricoli, alimentando timori tra gli operatori del settore.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su eventuali rischi per la salute o restrizioni, ma la situazione viene seguita con attenzione, soprattutto nel Ragusano, dove l’approvvigionamento idrico resta una questione centrale per l’economia locale.
La Diga Ragoleto, pur trovandosi in un’area di confine, rappresenta una risorsa fondamentale anche per il territorio della provincia di Ragusa. L’invaso, realizzato sul fiume Dirillo, interessa infatti sia il versante ragusano che quello della provincia di Catania, svolgendo un ruolo cruciale soprattutto per il comparto agricolo.
Nel Ragusano, l’acqua della diga è utilizzata per l’irrigazione di numerose coltivazioni, in un territorio dove la disponibilità idrica è spesso una delle principali criticità. Proprio per questo motivo, negli ultimi anni, l’attenzione attorno alla gestione dell’invaso è cresciuta, soprattutto nei periodi segnati dalla siccità.
Non sono mancati, inoltre, momenti di preoccupazione legati alla qualità dell’acqua. In passato, infatti, si sono registrati fenomeni di colorazione rossastra, attribuiti alla presenza di particolari alghe. Episodi che hanno acceso il dibattito tra agricoltori, cittadini e istituzioni, portando anche a misure precauzionali sull’utilizzo dell’acqua.
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