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Rimpasto senza fine: veti, smentite e tensioni. La giunta Schifani resta bloccata e rinvia ancora
29 Apr 2026 11:12
Doveva essere il giorno delle nomine, della sfilata degli assessori e dei giuramenti all’Ars. E invece nulla di tutto questo. A Palazzo d’Orléans il rimpasto della giunta guidata da Renato Schifani resta fermo, rinviato ancora una volta per l’impossibilità di trovare un equilibrio tra i partiti della maggioranza.
Il clima è quello di una partita tutta politica: a pochi mesi dalle scadenze elettorali, nessuno vuole concedere spazi agli alleati, che sono al tempo stesso diretti concorrenti. Le tensioni interne hanno così congelato tutto, facendo saltare anche la deadline del 28 aprile e spostando ogni decisione ai prossimi giorni.
Uno dei fronti più caldi è quello della Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro. Nelle ultime ore lo scontro con Schifani è salito di tono, con i centristi pronti a uno strappo poi rientrato. La linea del partito resta però chiara: pari trattamento rispetto agli alleati e un nome su tutti, quello di Ignazio Abbate.
All’interno della Dc, però, la situazione è tutt’altro che compatta. L’asse Abbate–Pace–Auteri spinge compatto, mentre un’altra parte del partito guarda con diffidenza a questa soluzione e rilancia il nome di Nuccia Albano. A complicare il quadro, nelle scorse ore, anche le voci di un possibile passaggio di Abbate alla Lega, subito smentite con decisione dall’assessore Luca Sammartino, che ha escluso qualsiasi trattativa in tal senso.
Altro nodo centrale è quello di Forza Italia, che continua a chiedere maggiore spazio in giunta. Nel mirino restano gli assessori tecnici: la posizione più fragile è quella di Daniela Faraoni, sempre più in bilico, mentre appare più solida quella di Alessandro Dagnino. L’idea degli azzurri è quella di inserire un nuovo tecnico, ma indicato direttamente dal gruppo parlamentare.
Nel complicato gioco di incastri pesa anche la posizione del Movimento per l’Autonomia guidato da Raffaele Lombardo, oggi rafforzato nei numeri all’Ars e pronto a rivendicare un ruolo più incisivo, anche attraverso una possibile indicazione per gli Enti locali.
Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia resta irremovibile: nessun cambio tra i propri assessori per non alterare i delicati equilibri interni. Una posizione che Schifani ha chiesto di formalizzare entro l’inizio della prossima settimana, mentre alla Dc è stato dato un ultimatum per indicare il nome definitivo.
Il risultato è uno stallo evidente. Tra veti incrociati, correnti in competizione e strategie elettorali, il rimpasto si conferma un vero e proprio rompicapo politico. La trattativa prosegue, ma la “quadra” resta lontana. E quello che doveva essere il giorno decisivo si è trasformato nell’ennesimo rinvio.
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