Costretta a pulire il vomito e picchiata con un bastone: l’inferno silenzioso di una 12enne, madre a processo

Una madre colombiana di 40 anni, è a processo davanti al Tribunale collegiale di Ragusa per maltrattamenti aggravati in famiglia. Già sottoposta a divieto di dimora nel comune del Ragusano dove i maltrattamenti sono avvenuti, e al divieto di avvicinamento alle figlie (per il quale le era stato applicato il braccialetto elettronico), per la donna è iniziato il processo. La donna, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’epoca dei fatti aveva problemi di alcolismo; avrebbe picchiato la figlia 12enne anche con un bastone, umiliandola e insultandola,  costringendola a occuparsi della casa e della sorellina minore, persino a ripulire il vomito da terra. La bimba ora è affidata alla nonna paterna. Nel corso della prima udienza, oltre alla figlia 12enne rappresentata dall’avvocata Simona Cultrera, si sono costituite parti civili attraverso l’avvocato Fabrizio Cavallo, la nonna a cui la 12enne è affidata, il padre della figlia di 5 anni (figlia di un’altra relazione della donna) per la violenza assistita dalla piccola. Il legale della donna, l’avvocato Michele Savarese si era opposto alla costituzione di parte civile della figlia più piccola. Il Tribunale ha ammesso tutte le costituzioni di parte civile richieste. Il Tribunale ha rinviato l’udienza a settembre per le audizioni dei primi testi della pubblica accusa 

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