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SANTORO: L’AMMINISTRAZIONE RUSTICO DELIRA
16 Feb 2013 18:32
Il capogruppo consiliare di Sviluppo e Solidarietà per Ispica, Mario Santoro, interviene sulla dichiarazione rilasciata dal Sindaco Piero Rustico
Rimango sbalordito dalla dichiarazione del Sindaco Rustico che continua a divagare chiedendosi il motivo per cui “ i consiglieri di opposizione non si dimettano tutti? Andremmo subito alle urne e la Città potrebbe dare un giudizio sereno sulla politica ispicese. Io sono il primo a volermi sottoporre al giudizio degli elettori ”.
Ho l’impressione che l’Amministrazione Rustico, che ha già dimostrato di non saper contare fino a cinque in occasione dell’ultima convocazione del consiglio comunale, oggi dimostra di non conoscere neanche le leggi che governano gli Enti Locali, dove la Sicilia ha competenza esclusiva.
A differenza di quanto affermato dal Sindaco Piero Rustico, le dimissioni dei 12 consiglieri di opposizione su venti non porterebbero subito alle elezioni.
Infatti, nessun effetto elettorale può aversi in conseguenza delle dimissioni dei soli consiglieri comunali perché l’art. 11, comma 2, della L.R. n. 35/1997 stabilisce che “ la cessazione del consiglio comunale per dimissioni contestuali della maggioranza assoluta dei componenti comporta la nomina di un commissario, il quale resterà in carica sino al rinnovo degli organi comunali per scadenza naturale ”. E’ evidente, quindi, che il Sindaco avvocato Piero Rustico, invitando i consiglieri comunali di opposizione a dimettersi raggiungerebbe il suo vero e unico obiettivo: rimanere in carica fino al 2015 da solo e senza il controllo del consiglio comunale, mandando a casa i soli consiglieri comunali, compresi coloro i quali attualmente lo sostengono.
Appare chiaro che il Sindaco Rustico o mente sapendo di mentire o utilizza la sua professionalità di legale per travisare nei confronti dell’opinione pubblica le leggi che si applicano in Sicilia, tentando di procurarsi una credibilità politica ormai perduta.
Infatti, grave sarebbe se il Sindaco Rustico portasse avanti tra gli ispicesi il convincimento che in Sicilia si applica l’art. 53, ultimo comma, del D.LGS n. 267/2000 previsto per il resto d’Italia, dove effettivamente lo scioglimento del consiglio comunale comporta la decadenza del Sindaco. Peccato che in Sicilia non si applica, altrimenti avremmo presentato le dimissioni anziché la mozione di sfiducia.
Il Sindaco Rustico, anziché continuare ad arzigogolare con i numeri e a fantasticare con le norme che si applicano in Sicilia, se realmente vuole sottoporsi al giudizio sereno degli elettori, sa bene quali sono le uniche strade da percorrere: dimissioni del Sindaco o mozione di sfiducia.
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