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Ponte sullo Stretto, scontro tra Anac e Stretto di Messina: “Serve una nuova gara”
25 Mar 2026 11:26
Nuovo capitolo nella lunga vicenda del Ponte sullo Stretto di Messina, con un acceso confronto tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione e la società concessionaria Stretto di Messina S.p.A..
Nel corso delle audizioni davanti alla Commissione Ambiente del Senato sul decreto riguardante commissari straordinari e concessioni, sono stati ascoltati il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, e l’amministratore delegato della società concessionaria, Pietro Ciucci.
Il nodo principale riguarda la necessità di una nuova gara pubblica per la realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.
L’Anac: “Il decreto non basta, serve una nuova gara”
Secondo il presidente Busia il nuovo decreto del governo non risolverebbe le criticità legate alla procedura di affidamento dell’opera.
L’Autorità anticorruzione evidenzia infatti il rischio che i costi complessivi possano superare del 50 per cento quelli previsti nel progetto originario. Inoltre, il passaggio da un modello finanziario con forte partecipazione privata a un finanziamento completamente pubblico cambierebbe radicalmente il quadro normativo.
Per questo motivo, secondo l’Anac, sarebbe necessaria una nuova gara pubblica, utile sia ad aggiornare il progetto sia a garantire il rispetto delle normative europee e a prevenire eventuali contenziosi.
La replica della Stretto di Messina: “Nessuna procedura d’infrazione”
Di diverso avviso la società concessionaria, che respinge le preoccupazioni sull’assenza di una gara e sui possibili rilievi da parte dell’Unione europea.
L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha spiegato che l’aumento dei costi registrato negli anni è legato principalmente all’indicizzazione dei prezzi e al forte incremento dei costi delle infrastrutture registrato negli ultimi anni.
Il valore del contratto con il contraente generale, ha ricordato Ciucci, è passato da 3,9 miliardi di euro nel 2006 a 6,7 miliardi nel 2011 fino agli attuali 10,5 miliardi.
Secondo la società, non si tratterebbe di varianti progettuali ma di aggiornamenti economici previsti dalle clausole contrattuali.
Iter burocratico in corso: lavori possibili entro fine anno
Sul fronte dell’iter amministrativo, la società ha fatto sapere che sono già stati richiesti i pareri al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti.
È inoltre in fase di definizione il nuovo Accordo di Programma da sottoporre alla Corte dei conti, mentre la documentazione richiesta dall’Unione europea è stata trasmessa a Bruxelles anche in relazione alle direttive Habitat e Appalti.
Secondo Ciucci non esisterebbe alcuna procedura di infrazione da parte della Commissione europea e, se l’iter autorizzativo verrà completato entro l’estate 2026, la fase realizzativa dell’opera potrebbe partire nell’ultimo trimestre dell’anno.
Il dibattito tra sostenitori e contrari
Durante le audizioni sono intervenuti anche i rappresentanti del Comitato No Ponte, che hanno espresso forti critiche al progetto, sostenendo che l’opera rischia di bloccare ingenti risorse pubbliche senza reali prospettive di realizzazione.
Posizione opposta da parte dell’OICE, l’associazione delle società di ingegneria e architettura, che ha invece sottolineato il valore strategico dell’infrastruttura per il sistema dei trasporti nazionale.
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