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Il giudice sportivo dà ragione al Vittoria. I biancorossi vincono a tavolino la gara contro la Polisportiva Gioiosa
24 Mar 2026 14:34
Il Vittoria vince a tavolino. La gara contro la Polisportiva Gioiosa dell’8 marzo scorso, che si è conclusa dopo appena un minuto perché gli ospiti sono rimasti in sei, è stata attribuita per tre a zero al Vittoria.
La squadra biancorossa guadagna dunque altri tre punti in classifica e – grazie a questo risultato – consolida il suo secondo posto nella classifica del girone B del campionato di Eccellenza. Ormai inarrivabile il Vittoria, a tre gare dal termine, ha ormai la certezza del secondo posto, che il Città di Avola potrebbe insidiare solo se segnasse una messe di gol.
Ma veniamo al verdetto del giudice sportivo. Il ricorso presentato dalla Polisportiva Gioiosa che aveva lamentato presunte violenze e irregolarità prima della gara (scaramucce tra giocatori negli spogliatoi) è stato dichiarato inammissibile. La Polisportiva Gioiosa era sceso in campo con soli sette uomini, lasciando negli spogliatoi quattro giocatori titolari e l’intera panchina, affermando che “tale inferiorità era stata determinata da una situazione di grave turbativa ambientale, lamentando che propri tesserati avrebbero subito, anteriormente all’inizio della gara, minacce e condotte violente, tali da incidere sulla regolare partecipazione all’incontro”.
Il giudice sportivo Giovanni Cricchio ha respinto il ricorso, spiegando che esso avrebbe dovuto essere notificato anche al Vittoria, in modo da garantire il contraddittorio tra le parti, cosa che invece non è avvenuta. Il ricorso invece è stato notificato a un indirizzo Pec errato, non riconducibile al Vittoria. Il ricorso è per questo inammissibile, proprio in virtù di “un vizio procedurale insanabile”.
I dirigenti del Vittoria non avevano voluto commentare la notizia del ricorso della Polisportiva e hanno mantenuto, in queste due settimane, un rigoroso silenzio.
Ora, i fatti hanno dato ragione ai dirigenti biancorossi e restituito una gioia ai tifosi che mai hanno dubitato del verdetto. Le scaramucce e le presunte violente sarebbero avvenuto – il condizionale è d’obbligo) prima della gara, prima dell’arrivo della terna arbitrale e persino in assenza dei dirigenti. Nessuno sa cosa sia veramente accaduto. Nessuno inoltre aveva chiesto di fare ricorso alle cure mediche. La decisione di far scendere in campo sette giocatori (e uno tra questi si sarebbe infortunato dopo un minuto) e di lasciarne negli spogliatoi altri undici, non sarebbe in alcun modo giustificabile.
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