Scicli, il futuro del MACC prende forma: mostre su Burri e un progetto su Battiato

Che sia diventato un polo culturale di grande pregio lo si sta sperimentando da mesi. Al primo piano gli spazi espositivi e di incontro del MACC, il Museo di arte contemporanea del Carmine, ed al piano terra l’antica Cripta del convento, divenuta oggi un affascinante salone parrocchiale e che Mondadori store di Scicli ha “adottato” per eventi letterari di grande pregio, in corso con cadenza quasi mensile, studiati per dare alla città quella cifra culturale che da decenni insegue. Da alcune settimane la chiusura della mostra di Emilio Isgrò ha portato la comunità locale ad interrogarsi. C’è chi parla di chiusura del museo, chi del suo fermo tecnico, chi rimpiange lo spazio espositivo dedicato a Piero Guccione che ha fatto tornare vivo l’amore per l’artista sciclitano, uno dei maggiori pittori del Novecento italiano.

Il sindaco Mario Marino scende in campo ed assicura che Scicli non perderà il MACC. Anzi annuncia qualche chicca culturale che porrà la città all’attenzione nazionale.

“Nessuna chiusura. Stiamo costruendo il futuro culturale di Scicli

Negli ultimi giorni sono circolate alcune ricostruzioni sulla situazione del MACC che meritano un chiarimento – spiega il primo cittadino – il museo non è chiuso e non è stato abbandonato. Il MACC si trova semplicemente in una fase di standby operativo, una pausa fisiologica dopo la mostra inaugurale. Un passaggio necessario sia per completare alcuni interventi tecnici, come l’ottimizzazione dell’impianto elettrico, sia, soprattutto, per lavorare alla prossima programmazione culturale. Da settimane è in corso un intenso lavoro di progettazione per portare a Scicli mostre di altissimo livello. Sono infatti in corso interlocuzioni per un progetto espositivo dedicato ad Alberto Burri e si sta valutando anche una importante iniziativa culturale legata alla figura di Franco Battiato. Si tratta di operazioni culturali di grande rilievo che richiedono tempo, relazioni istituzionali e una progettazione seria e accurata. Il MACC non è un ‘monumento alla promessa non mantenuta, ma un cantiere culturale vivo che sta costruendo una programmazione stabile, autorevole e prestigiosa, all’altezza delle aspettative della comunità. La cultura non si improvvisa. Si progetta, si costruisce, si realizza. Ed è esattamente quello che stiamo facendo”.

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