Un anno di attesa per una visita oncologica: il signor B.A. invitato a controllo l’8 febbraio 2027

Nel giro di un anno, per un malato oncologico, può succedere di tutto. La malattia può evolvere, peggiorare, richiedere interventi tempestivi. Questo i medici lo sanno bene. Eppure, secondo quanto denuncia il Comitato Civico Articolo 32, nella pratica quotidiana del sistema sanitario sembra che a volte questa evidenza venga ignorata.

A raccontare l’ennesimo caso segnalato all’associazione è il presidente Rosario Gugliotta, che parla apertamente di una situazione “intollerabile”.

Protagonista della vicenda è il signor B.A., paziente oncologico con codice 048, la classificazione del sistema sanitario che identifica i malati affetti da patologie tumorali e che dovrebbe garantire particolare attenzione nei percorsi di cura. Durante il suo percorso di monitoraggio, il medico prescrive una visita di controllo. Il paziente si rivolge al Cup per la prenotazione e, interpretando la prescrizione come eseguibile entro sessanta giorni anziché trenta, accetta inizialmente l’attesa indicata.

Ma la sorpresa arriva quando, qualche giorno dopo, mostrando la documentazione a un conoscente, viene indirizzato verso il Comitato Civico Articolo 32. Un volontario dell’associazione esamina la pratica e scopre qualcosa che lascia sconcertati. La richiesta di visita, effettuata il 26 febbraio 2026 e con esplicita indicazione di tumore al colon, era stata prenotata per l’8 febbraio 2027. In altre parole, quasi un anno di attesa per una visita di controllo oncologica.

Una situazione che il Comitato definisce un vero e proprio abuso. “Una prestazione fondamentale per un malato oncologico – sostiene Gugliotta – è stata trattata come una banalissima visita di scarsa rilevanza”. Da qui una serie di interrogativi pesanti rivolti al sistema sanitario: possibile che allo sportello non ci sia nessuno in grado di leggere una ricetta e comprendere la gravità della situazione? Possibile che non scatti nessuna segnalazione interna per garantire tempi compatibili con la condizione di un malato di tumore?

E soprattutto: si rendono conto i vertici sanitari di cosa può accadere nel corso di un anno di attesa per un paziente oncologico? Per il Comitato Civico la vicenda evidenzia un problema più ampio: l’accesso alle cure rischia di diventare un percorso pieno di ostacoli per chi non ha conoscenze negli uffici giusti o non sa a chi rivolgersi per far valere i propri diritti. “L’Articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela il diritto alla salute – conclude Gugliotta – è ancora formalmente in vigore. Il problema è che qualcuno sembra aver deciso di cancellarlo nella pratica quotidiana”.

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