Ustionò gravemente un operaio ad Acate e incendiò mezzi aziendali: no al concordato in Appello, “pena non congrua”

La Corte d’Appello di Catania ha respinto la richiesta di concordato non ritenendo congrua la pena proposta dalle parti  (6 anni) e ha rinviato ad altro collegio. Prosegue la vicenda processuale di secondo grado nei confronti del 54enne di Niscemi, Concetto Cacciaguerra, difeso oggi dall’avvocato Danilo Tipo del Foro di Caltanissetta, che il 26 settembre del 2024 si era recato presso una azienda agricola del Ragusano per richiedere, secondo l’accusa, una maggiore somma per prodotti agricoli ceduti. Al rifiuto si sarebbe allontanato per poi tornare con del liquido infiammabile.

Prima avrebbe cosparso di liquido un mezzo agricolo dandolo alle fiamme, poi, il liquido infiammabile di cui si era munito era finito sul capo e sul corpo di un operaio intervenuto per cercare di fermarlo. La fiamma di un accendino che il Cacciaguerra aveva tra le mani, aveva innescato il liquido che aveva ferito gravemente l’operaio con ustioni profonde. Le drammatiche sequenze erano state riprese dalle telecamere di video sorveglianza. Le due parti civili, il proprietario dell’azienda e l’operaio ferito, sono rappresentate dagli avvocati Gaetano Piscopo e degli avvocati Giuseppe Condorelli e Carmelo Sciara, tutti del foro di Gela. 

La condanna in primo grado

Cacciaguerra in primo grado era stato condannato a 8 anni di reclusione, con rito abbreviato, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, concesse le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate. La difesa, allora rappresentata dall’avvocato Enrico Platania del Foro di Ragusa, aveva richiesto la riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni –  avendo dimostrato il credito vantato – sostenendo che non vi fosse alcun intento omicidiario.

Il giudice aveva disposto anche una provvisionale di 25.000 euro in favore dell’operaio ferito a cui l’imputato aveva manifestato il suo rammarico per quanto accaduto e al quale aveva consegnato una somma in denaro a titolo di parziale ristoro . In secondo grado di giudizio, il nuovo difensore ha fatto richiesta di concordato a 6 anni di reclusione, pena che il collegio giudicante non ha ritenuto congrua, respingendo la richiesta e rinviando ad altro collegio.  foto di repertorio generata con Ai

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