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Balneari in allarme sulla stagione 2026 dopo il ciclone “Harry”. Precisazioni dalla Regione
25 Feb 2026 10:22
Da un lato la preoccupazione degli operatori balneari per la tenuta economica delle imprese dopo i danni del ciclone “Harry”, dall’altro la precisazione della Regione Siciliana sulle risorse destinate ai primi ristori. Due piani distinti che nelle ultime ore si sono intrecciati nel dibattito pubblico.
A sollevare l’allarme è stato Antonello Firullo, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà del comparto balneare siciliano in vista della stagione estiva 2026. Molte strutture costiere hanno subito danni ingenti, in alcuni casi devastanti, con stabilimenti distrutti o gravemente compromessi dalla violenza del mare. A questo si aggiungono mutui, finanziamenti e scadenze che continuano a gravare su imprese già provate.
Secondo Firullo, senza certezze rapide su ristori strutturali, sostegni concreti e tempi chiari per gli interventi, diverse attività rischiano di non riuscire a riaprire. Il timore è che l’incertezza economica e normativa possa trasformare l’emergenza in una crisi prolungata, con ricadute sull’intero sistema turistico regionale.
Parallelamente, Palazzo d’Orleans è intervenuto per chiarire alcune notizie circolate in merito alla presunta insufficienza delle risorse per i primi ristori alle imprese colpite dal ciclone “Harry” e dalla frana di Niscemi.
In una nota ufficiale, la Regione precisa che la piattaforma attualmente attiva — gestita tramite Irfis — è finalizzata esclusivamente all’erogazione del primo contributo emergenziale previsto dall’ordinanza nazionale di Protezione civile, pari a 20 mila euro per ciascuna impresa.
Ad oggi risultano circa 350 richieste presentate, dato ancora provvisorio, per un fabbisogno stimato attorno ai 7 milioni di euro. Somme che, viene sottolineato, sono già disponibili e saranno erogate nel giro di pochi giorni. “Non risponde al vero che le risorse non sono sufficienti”, chiarisce la nota regionale, con l’obiettivo di evitare equivoci e disorientamento tra imprese e cittadini.
Per i danni più rilevanti, la Regione fa sapere che si farà fronte con ulteriori risorse nazionali e regionali, comprese misure di sostegno agli investimenti che saranno discusse in una prossima seduta di giunta. Viene inoltre ricordato che sono stati destinati complessivamente 680 milioni di euro per far fronte alle emergenze.
Resta dunque alta la tensione nel comparto balneare, che chiede risposte rapide e strumenti adeguati per programmare la ripartenza. Mentre la Regione assicura la copertura dei primi ristori, gli operatori guardano già oltre, alla necessità di interventi strutturali per garantire l’apertura e la sostenibilità della stagione 2026.
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