La sanità ragusana si mette in movimento per raggiungere chi rischia di rimanere ai margini delle cure. Sono stati consegnati questa mattina, nel piazzale antistante il P.O. “Giovanni Paolo II” di Ragusa, i due nuovi motorhome clinici acquistati dall’ASP nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, con un investimento complessivo di 490 mila euro. […]
Bufera social sull’arcivescovo Corrado Lorefice: Palermo contro le parole sui migranti
24 Feb 2026 16:10
Una forte ondata di critiche e insulti social ha travolto Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, dopo la preghiera interconfessionale nel mare di Trapani in memoria del migliaio di persone disperse durante il Ciclone Harry.
Durante l’evento, Lorefice aveva richiamato alla responsabilità politica e umanitaria dell’Italia e dell’Europa in materia di soccorso e accoglienza dei migranti, accusando le scelte istituzionali di favorire contenimento e abbandono, e denunciando le morti come conseguenza di leggi disumane.
“Corpi umani, non numeri”
Nel suo messaggio inviato a Mediterranea Saving Humans, l’arcivescovo ha sottolineato come i naufraghi siano “volti e corpi cancellati dei poveri”, vittime di politiche che hanno negato loro libertà e vita dignitosa. Lorefice ha inoltre ricordato il dovere delle autorità di identificare i corpi riaffiorati e garantire una sepoltura degna, rispettando il dolore dei familiari.
Solidarietà da associazioni e mondo accademico
A sostegno del prelato si è espresso un ampio fronte di associazioni sociali e culturali, tra cui Arci, e docenti universitari come Alessandra Sciurba, che hanno elogiato il coraggio dell’arcivescovo nel denunciare le responsabilità delle politiche migratorie.
Le parole di Lorefice sono state definite da molti un esempio di testimonianza civile e vicinanza ai più fragili, simile a quanto già espresso da Papa Francesco.
Reazioni e riflessioni
Nonostante le critiche e gli attacchi social, l’arcivescovo continua a ribadire l’importanza di una politica di protezione e soccorso per i migranti. Secondo gli osservatori, la vicenda mette in luce l’odio e l’ignoranza diffusi in rete, ma anche la necessità di un sussulto di dignità e consapevolezza che possa partire da Palermo e arrivare oltre i confini regionali.
© Riproduzione riservata