Minacciò di dare fuoco al Comune di Modica: udienza in Tribunale

Stamattina, 4 febbraio, è comparso davanti al giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, il modicano a processo per tentata estorsione, tentato incendio e furto aggravato. Il 9 gennaio era andato al Comune di Modica, avrebbe chiesto dei soldi e di parlare con la sindaca ma, constatata la sua assenza, sarebbe andato in escandescenze.  Sottratta una tanica di benzina che serviva per alimentare un decespugliatore, ne ha riversato il contenuto a terra minacciando innescare il fuoco. Poi l’intervento della polizia municipale e dei carabinieri con l’arresto dell’uomo. Oggi in aula, il suo difensore, l’avvocato Giovanni Bruno, ha richiesto che il suo assistito venga giudicato con rito abbreviato condizionato a produzione documentale (e ha depositato due perizie psichiatriche prodotte nell’ambito di altri due procedimenti in corso), e ha richiesto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con i domiciliari uniti al premesso di continuare a seguire le terapie al Dsm e al Sert. Il giudice ha ammesso il rito abbreviato ritenendo necessaria la nomina di un consulente per effettuare una nuova perizia psichiatrica fissando l’udienza per il conferimento dell’incarico al prossimo 18 febbraio. L’imputato ha reso spontanee dichiarazioni in aula; ha affermato di sentirsi molto meglio, di seguire in carcere le terapie del Sert e del Dipartimento di salute mentale e che nel momento in cui ha commesso i fatti era in un periodo in cui “era crollato”. Il suo difensore ha sottolineato il notevole progresso che ha compiuto il suo assistito che risulterebbe compensato. Il giudice, considerate le dichiarazioni rese dall’imputato da cui emergerebbe un miglioramento delle condizioni di salute, ha richiesto parere al pubblico ministero sulla sostituzione della misura cautelare del carcere con gli arresti domiciliari, riservandosi sulla decisione. 

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