Vietare l’uso dei social ai minori di 15 anni? E di 60?

La rubrica dello psicologo, a cura di Cesare Ammendola

In Italia sarebbe realistico? E in Sicilia?

La Francia compie un passo storico nella regolamentazione del digitale: via libera iniziale a una legge che proibisce l’uso dei social network ai minori di 15 anni. Se il provvedimento sarà approvato in via definitiva, Parigi diventerà il primo Paese dell’Unione Europea a introdurre un limite d’età così stringente per l’accesso alle piattaforme social.

Il disegno di legge passa ora al vaglio del Senato. L’obiettivo dichiarato è la tutela della salute psicologica dei più giovani, sempre più esposti agli effetti negativi di un uso precoce e intensivo dei social media.

Il presidente Emmanuel Macron ha accolto il voto come un risultato di grande rilievo politico e sociale. In un messaggio diffuso sui social, ha sottolineato come il divieto rispecchi sia le indicazioni della comunità scientifica sia la volontà espressa da una larga parte dell’opinione pubblica francese.

Secondo il capo dell’Eliseo, la posta in gioco è alta: «Il cervello dei nostri bambini non è una merce», ha ribadito, spiegando che la Francia non intende lasciare che algoritmi e interessi economici condizionino la crescita delle nuove generazioni. L’obiettivo, ha aggiunto, è costruire una società composta da giovani meno ansiosi e più consapevoli, legati ai valori della Repubblica. Macron ha rivendicato il ruolo pionieristico del Paese nella regolazione delle piattaforme digitali, avviato già nel 2018, promettendo di vigilare sull’effettiva applicazione della legge.

Questa iniziativa si inserisce in un percorso già tracciato: in passato, infatti, il governo francese aveva introdotto il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole elementari e medie. Il voto arriva inoltre a breve distanza dalle dichiarazioni dell’esecutivo britannico, che ha annunciato di valutare misure simili per limitare l’accesso dei giovanissimi ai social, nel quadro di una più ampia strategia di protezione dai contenuti nocivi e dall’eccessiva esposizione agli schermi.

Il testo della legge è stato elaborato in modo da rispettare il regolamento che stabilisce obblighi stringenti per garantire la sicurezza online. Già lo scorso novembre, il Parlamento europeo aveva sollecitato interventi comuni per rafforzare la tutela dei minori sul web, proponendo anche l’introduzione di un’età minima di accesso e il contrasto alle pratiche digitali più dannose.

Da Bruxelles, il portavoce della Commissione Europea per i servizi digitali, Regnier, ha confermato che la protezione dei minori online rappresenta una priorità per l’Ue e che le autorità francesi hanno facoltà di istituire sistemi di verifica dell’età digitale per i propri cittadini. 

Le principali piattaforme in passato hanno sostenuto di aver già implementato strumenti di sicurezza dedicati alla protezione degli utenti più giovani. E questo sarebbe sacrosanto e necessario.

Ma tutto il resto mi sembra ormai impossibile. Io mi concentrerei su una mission più alta: educare a un uso sano e responsabile dei social i minori di 15 anni. E di 60 anni. Impresa non meno eroica.

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