Il volantino che non c’è e la notizia che corre: il doppio fake che fa paura a Lodi come a Ragusa

Prima il volantino. Poi la notizia sul volantino. Infine la smentita sul volantino e sulla notizia. In mezzo, come sempre, il passaparola, i social e una buona dose di allarme ingiustificato. È la fotografia di quello che sta accadendo in questi giorni anche in provincia di Ragusa, dove si è parlato insistentemente della presunta comparsa di manifesti “del Ministero dell’Interno” che inviterebbero i non residenti a lasciare le abitazioni. Peccato che sia tutto falso. Due volte falso.

La vicenda è vecchia di anni. I famigerati volantini con la scritta perentoria “Chi non ha residenza in questo edificio se ne deve andare”, firmati addirittura “Ministero dell’Interno” e corredati da riferimenti normativi buttati lì per fare scena, circolano sul web da tempo immemore. Sono stati segnalati, smentiti e archiviati più volte, almeno dal 2020, quando persino la Regione Piemonte pubblicò un avviso ufficiale per chiarire che si trattava di una truffa.

Eppure, ciclicamente, tornano. Come le comete. O come le fake news ben confezionate.

Negli ultimi giorni la storia è riemersa con forza prima al Nord e poi al Sud. A Lodi, ad esempio, la Questura è stata costretta a intervenire pubblicamente per smentire categoricamente qualsiasi affissione in città. Nessun volantino, nessuna segnalazione, nessuna denuncia. Solo immagini che girano online da anni. “Sono totalmente fake”, hanno chiarito senza mezzi termini dagli uffici di Polizia.

Lo stesso schema si è ripetuto in Sicilia. Prima si è parlato di Ispica, poi di Ragusa, con racconti sempre uguali: “li hanno visti”, “li hanno affissi”, “li hanno tolti subito”. Ma quando si passa dalle voci ai fatti, anche a Ragusa il risultato è lo stesso di Lodi: nessun volantino, nessuna affissione, nessuna conferma ufficiale. Né dalle forze dell’ordine né dalle amministrazioni locali.

E qui entra in scena il vero problema: non solo il volantino truffa, ma la fake news sulla sua diffusione. Un doppio livello di disinformazione che amplifica l’effetto paura. Perché mentre il volantino – quando davvero affisso – potrebbe essere uno strumento per indurre qualcuno ad abbandonare un immobile lasciandolo incustodito, la notizia falsa sulla sua presenza genera sospetto.

Un meccanismo ormai rodato: qualcuno pubblica un post, qualcun altro lo rilancia “per avvisare”, qualcun altro ancora lo trasforma in notizia senza verifiche. E nel frattempo l’allarme cresce, anche se il fatto non esiste. È successo a Lodi, sta succedendo anche nel Ragusano.

Vale la pena ribadirlo con chiarezza: il Ministero dell’Interno non comunica attraverso fogli affissi sui portoni. Mai. Né oggi né in passato. E i riferimenti normativi citati nei volantini sono volutamente generici o del tutto fuori contesto, come il decreto legge 23 del 2020, che nulla ha a che vedere con la residenza o con l’obbligo di lasciare un’abitazione.

Morale della storia? Occhi aperti, sì. Ma in due direzioni. Contro le truffe, certamente. E anche contro le fake news, che spesso fanno più danni dei raggiri stessi. Perché un volantino inesistente può non far nulla, ma una notizia falsa può creare allarme vero.

In provincia di Ragusa, come a Lodi, non c’è nessun volantino. E anche la notizia che racconta il contrario è, a sua volta, una fake. Un doppio falso che dimostra quanto sia importante verificare prima di condividere.

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