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Un gusto di troppo? Il “pistacchio gay” divide Catania e il web
10 Gen 2026 09:15
Un gelato al pistacchio con un cuore rosa, esposto con il nome “pistacchio gay”, è bastato a scatenare una forte polemica sui social e nel dibattito pubblico. È accaduto a Catania, dove il gusto è comparso sul bancone di una gelateria affacciata su piazza Duomo, attirando attenzione ben oltre i confini cittadini.
Secondo quanto riferito inizialmente dal personale del locale, il nome sarebbe nato dall’unione tra pistacchio e cioccolato rosa, scelta che avrebbe portato a definire il gusto “gay”. Una spiegazione che non ha però placato le critiche.
Il timore: «Così si alimentano stereotipi e bullismo»
A sollevare con forza la questione è stato Luigi Tabita, attore, attivista e direttore del Giacinto Festival di Noto, evento che da oltre dodici anni affronta temi legati ai diritti e alla cultura Lgbtqia+. In un post sui social, Tabita ha espresso preoccupazione per il messaggio veicolato dal linguaggio utilizzato.
Secondo l’attivista, l’associazione tra il colore rosa e il termine “gay”, proposta in un luogo frequentato anche da bambini e adolescenti, rischia di rafforzare stereotipi ancora molto radicati nella cultura machista italiana, contribuendo potenzialmente a dinamiche di derisione e bullismo. Al centro della critica, dunque, non il prodotto in sé, ma il peso simbolico delle parole e il modo in cui il linguaggio costruisce visioni del mondo.
La presa di posizione del collettivo Arci
Sulla vicenda è intervenuto anche Open Catania, collettivo queer dell’Arci, che ha definito l’episodio come l’ennesimo segnale di un problema culturale irrisolto. In una nota, il gruppo ha sottolineato come l’ironia legata all’identità sessuale non sia né innocua né divertente, soprattutto in un contesto storico in cui le discriminazioni restano una realtà concreta.
Il collettivo ha inoltre evidenziato come, nel 2026, il dibattito pubblico dovrebbe concentrarsi su temi ben più urgenti, anziché su iniziative percepite come anacronistiche o superficiali.
La replica della gelateria: «Nessuna intenzione offensiva»
Dopo il clamore mediatico, è arrivata la replica del responsabile della struttura, che ha parlato di fraintendimento. Secondo la direzione, il termine “gay” sarebbe stato utilizzato nel suo significato inglese di gioia e spensieratezza, senza alcuna volontà di offendere o ridicolizzare le persone omosessuali.
«Rispettiamo tutti e non ci verrebbe mai in mente di insultare nessuno», ha spiegato il responsabile, chiarendo che l’obiettivo era comunicare allegria, non creare divisioni.
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