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L’incendio della notte di Capodanno a Vittoria: l’immobile acquisito dal Comune non è di Raffaele Giudice. In corso procedimento amministrativo
12 Gen 2026 08:35
L’incendio della notte di Capodanno in una casa alla periferia di Vittoria. Una bomba molotov era stata lanciata sui tetti di un edificio. L’incendio era stato spento dai vigili del fuoco, ma due stanze dell’edificio e lo stesso tetto avevano subito gravi danni. Erroneamente, il Comune di Vittoria aveva fatto sapere che la casa, attualmente acquisita dall’ente comunale, era “riconducibile a Raffaele Giudice”. In realtà, quell’abitazione è attualmente di proprietà di un’altra persona, non parente di Giudice.
Il difensore di fiducia di Giudice, avvocato Ignazio Danzuso, precisa come stanno le cose. “Quell’abitazione non è di proprietà di Raffaele Giudice, bensì di altra persona. L’immobile è stato acquisito dal Comune di Vittoria con un provvedimento amministrativo, non con un provvedimento penale e non è stato sequestrato o confiscato per mafia. Inoltre, il procedimento amministrativo non è ancora definito e nelle prossime settimane è prevista un’ulteriore udienza del contenzioso sorto attorno al possesso dell’edificio”.
La proprietà di un vasto complesso, in contrada Serra Rovetto, a tre chilometri da Vittoria in direzione di Gela, è invece di Raffaele Giudice, soprannominato “Varecchina”, ritenuto esponente di spicco della criminalità e coinvolto in varie inchieste e vicende di cronaca: nel 2019 un altro pregiudicato, Elio Greco, sparo contro di lui e venne arrestato per tentato omicidio. L’episodio si verificò proprio in contrada Serra Rovetto, dove in passato aveva sede l’azienda di trasporti riconducibile a Giudice e ad altri soci e altri immobili, sia industriali che di civile abitazione, la cui proprietà è attualmente di varie persone, tra cui i figli e l’ex moglie di Giudice.
Circa venti giorni fa, la Dia di Catania e la Questura di Ragusa avevano posto sotto sequestro numerosi beni riconducibili a Raffaele Giudice, sia in contrada Serra Rovetto, sia in altre contrade e in altre città. Il provvedimento era stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catania. Sono stati posti i sigilli a otto società e una ditta individuale operanti nelle provincie di Ragusa, Catania e Roma, tre ville, numerosi terreni, rapporti bancari e finanziari. L’ammontare complessivo dei beni era di 20 milioni di euro. Il sequestro dei beni deciso dal Tribunale etneo è distinto dai provvedimenti amministrativi che, in virtù di illeciti e presunte lottizzazioni abusive, ha portato il Comune di Vittoria all’acquisizione di alcuni beni in contrada Serra Rovetto.
L’avvocato Ignazio Danzuso, che patrocina Raffaele Giudice, ha precisato che tali acquisizioni del Comune di Vittoria non sono ancora definitive e sono in corso dei contenziosi amministrativi che riguarda tutto il complesso di Serra Rovetto che fa capo a numerosi proprietari. “L’immobile in cui si è verificato l’incendio – spiega Danzuso – È stato acquisito al patrimonio del Comune di Vittoria per un’ipotizzata lottizzazione abusiva, che è oggetto di un procedimento amministrativo non ancora concluso”.

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