La “veglia” di Bruca e di Micenci. Attesa la schiusa dei nidi  tartarughe caretta-caretta nel litorale ibleo in un’isola dai 170 nidi

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E’ il numero più alto di tutta la penisola. Sono 170 i nidi censiti in Sicilia e da settimane è iniziata la fase della schiusa delle uova deposte sotto la sabbia calda e dorata delle coste siciliane che pongono l’isola al primo posto in questo fenomeno della natura. In questi giorni il tempo previsto è allo scadere. L’incubazione sotto la sabbia sta finendo ed i bagnanti ed i villeggianti hanno deciso di accompagnare giorno e notte l’evento per vigilare che le tartarughine non subiscano violenza, che non vengano sottratte per poi deporle in qualche acquario e che vengono accompagnate fino a riva per prendere il mare. E’ quello che sta accadendo a Bruca ed a Micenci. I corridoi sono già pronti.

A Casuzze, a Maganuco ed a Santa Maria del Focallo le schiuse delle uove hanno portato in mare qualche centinaio di tartarughine.

Oggi l’appello della biologa del WWF Oleana Prato che da Messina a tutto il litorale sud orientale della Sicilia ha seguito passo passo le ovodeposizioni e le schiuse mantenendo alta l’attenzione sui nidi a rischio provvedendo a trasferirli nel caso di mareggiate. “Vorrei che ricordaste a tutti che, a meno che siano fotografi professionisti con strumentazioni adatte, durante le schiuse si godano in silenzio l’evento, anziché disturbare neonate e volontari, facendo schiamazzi e continuamente foto e video. Non vinceranno mai un Pulitzer, e qualche like in più non fa’ curriculum” – questo il comportamento che invita ad usare nella fase della schiusa delle uova la stessa biologa che sta seguendo assieme ad una folta schiera di volontari la nascita a nuova vita delle tartarughine caretta-caretta.

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