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Allarme rientrato. Al momento la nave cisterna della Marina militare non verrà a Pozzallo per il prelievo di acqua dai pozzi comunali
02 Ago 2024 16:29
Acqua che avrebbe dovuto prendere la via per il porto di Licata e approvvigionare la zona dell’Agrigentino, la più in sofferenza in tutta l’isola. La nave Ticino non arriverà al momento al porto di Pozzallo visto che il rifornimento di acqua è stato sospeso anche se non si esclude che possa riprendere il suo cammino una volta chiariti i troppi dubbi che al momento accompagnano la questione. La causa andrebbe ricercata nei costi elevati rispetto al quantitativo fornito, cioè 1.200 metri cubi di acqua. A chiedere la verifica dei costi è stato il capo del Dipartimento di Protezione civile della Regione Sicilia, Salvo Cocina nel suo ruolo anche coordinatore della cabina di regia per l’emergenza idrica. Per Salvo Cocina è necessario valutare i costi, verificarli e capire se esistono delle soluzioni alternative più economiche. “Il rifornimento è risultato caro rispetto al quantitativo fornito, quindi abbiamo chiesto una doverosa verifica dei costi ed eventuali soluzioni alternative – afferma Salvo Cocina – la nave è utile per affrontare l’attuale fase di emergenza ma in attesa dei chiarimenti richiesti, il servizio è sospeso per qualche giorno. Dopo aver effettuato il primo trasporto, è stato possibile calcolare i costi: ogni viaggio costa circa 50.000 euro, pari a 43 euro per metro cubo d’acqua”.
Per la verifica dei costi Salvo Cocina ha chiesto lumi al Dipartimento nazionale della Protezione Civile ed al Comando operativo di vertice Interforze.
Chiede soluzioni meno costose ed annuncia l’individuazione di fonti di approvvigionamento a cui sta lavorando la Regione per andare in aiuto delle aree a secco. A sollevare il problema in provincia di Ragusa era stato in questi giorni il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, sceso in campo a spada tratta per difendere i pozzi che riforniscono di acqua il proprio territorio, un territorio che si identifica con il centro urbano della città e che fa i conti con fonti idriche che insistono in altri territori e con un pozzo in sofferenza per l’alta presenza di cloruri.
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