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Lavoratori dell’Hotspot di Pozzallo proclamano lo stato di agitazione: emergenza sul fronte salariale
25 Apr 2024 12:03
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L’hotspot di Pozzallo, luogo cruciale per l’accoglienza e l’assistenza dei migranti, si trova al centro di una controversia che coinvolge direttamente i lavoratori impiegati nell’appalto relativo alla struttura. In seguito al mancato pagamento delle retribuzioni per i mesi di febbraio e marzo 2024, i dipendenti hanno deciso di adottare misure drastiche, proclamando lo stato di agitazione con effetto immediato.
L’annuncio è giunto attraverso una nota ufficiale delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, con i rispettivi segretari di riferimento, Graziana Stracquadanio, Salvatore Scannavino e Anna Floridia. La dichiarazione sottolinea che lo stato di agitazione potrebbe portare a ulteriori azioni sindacali, incluso lo sciopero con l’astensione dal lavoro, se la situazione non verrà risolta tempestivamente.
Il mancato pagamento delle retribuzioni per i mesi passati ha generato gravi disagi economici per i lavoratori e le loro famiglie, mettendo in luce una situazione di emergenza sul fronte salariale. La notizia ha destato preoccupazione tra i dipendenti, che si trovano ad affrontare difficoltà finanziarie a causa di un ritardo nei pagamenti che appare ingiustificato e intollerabile.
I sindacati hanno prontamente trasmesso la nota alla Prefettura di Ragusa, auspicando una rapida e risolutiva soluzione del problema. Si evidenzia la necessità di affrontare la questione con urgenza, al fine di garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e porre fine alla situazione di incertezza e precarietà che sta caratterizzando il contesto lavorativo dell’hotspot di Pozzallo.
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