Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
Non toccate la cassata siciliana! È l’anima di una storia
28 Mar 2024 08:56
La rubrica dello psicologo, a cura di Cesare Ammendola.
Non è l’emergenza mondiale in questo momento. Diciamolo. E neppure nazionale. Francamente. E tuttavia, le recenti e altisonanti critiche, per quanto legittime e sensate, meritano forse una replica e una precisazione. La cassata siciliana ha un’anima. La sua personalità è scritta nella storia e nella tradizione. Ecco perché, sebbene possa risultare troppo dolce e stucchevole, essa deve essere rispettata e conservata integralmente.
Il dolce e l’amaro sono relativi. Sono categorie psicologiche. La memoria no. Non è opinabile e aerea.
Sull’argomento ripubblico ora qui con piacere la lettera aperta di un mio giovanissimo e arguto amico (?) che rende più di cento saggi di sociologia sull’argomento.
“Caro Gino Massari detto Inginio, tu sei un grandissimo masterscefs del nord e hai detto a tutti che la nostra cassata siciliana non va bene e va cambiata perché è troppo dolce. Ora è vero che la cassata è sduffusa come mia zia Mariapina quando ne mangio troppa (non la zia, la cassata), ma ti volevo dire che con tutti i burdelli che ci sono in Italia ma a te chi ti ci porta a dire minciunate poco simpatiche su di noi e perché non ti fai mezzo bilico di fatti tuoi?
Scusami tanto, mi chiamo Ciccio detto Francesco di Carpintieri e sono un bambino di nove anni di Monterosso Almo, che è vicino a Giarratana come tu bene sai perché così tante volte ci passasti già
e sono figlio di Vera Assunta, la pasticcera detta Nuccia, che nella pasticceria con la crisi che c’è c’hanno già tanta racina appesa e devono sentire pure a te.
Che poi, caro Gino, non è bello che dici che la cassata non va bene, perché io l’anno scorso ti ho visto nel bar di Franco Broccoleri, che è all’angolo della piazza, e ti calasti due cannoli, un macallè di ricotta e tre cassate sane sane e nel mentre masticuniavi, murmuriavi felice e giovane come il quadro della salute.”
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