Riparte martedì 7 aprile “Salute a Bordo”, la campagna itinerante di screening promossa dall’ASP di Ragusa con l’obiettivo di avvicinare i servizi di prevenzione ai cittadini dei dodici comuni iblei. Dopo il successo registrato lo scorso dicembre, l’iniziativa torna sulle strade del territorio con un motorhome attrezzato che porterà informazione, esami e servizi direttamente nelle […]
FRANCO ANTOCI EMOZIONATO : “NESSUN RIMPIANTO”
24 Mag 2012 11:07
Chiare e significative le parole scelte per l’ultimo discorso proclamato come presidente dell’amministrazione provinciale.
Stamane Franco Antoci, da dieci anni alla guida dell’ente di viale del Fante, ha convocato, prima di salutare i dipendenti, una conferenza stampa di commiato durante la quale, nonostante le premesse di una semplice occasione formale, il presidente uscente qualche sassolino lo ha tirato fuori.
Primo fra tutti quello relativo alle ultimissime polemiche, definite “atti di sciacallaggio politico” arrivate da parte di Pd e Mpa, circa il recente aumento delle quote RCA. Ma anche la questione università, le grandi opere irrisolte e il rammarico di non aver potuto inaugurare il Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria, nonostante si siano rispettati tutti gli impegni presi.
Sono dirette le accuse nei confronti di un governo regionale “debole con i forti e forte con i deboli” che ha, con “malato senso di onnipotenza”, esclusivamente ostacolato le prospettive del territorio ibleo, ricordando le vicende relative all’aeroporto, al raddoppio della Rg-Ct, ma anche le ultime mosse del governo Lombardo ovvero la scelta di negare tutti i contributi alla Scuola regionale dello Sport o eliminare l’intero finanziamento del Treno Barocco. Scelte che Antoci definisce gravissime.
Critiche arrivano anche verso l’immobilismo dei principali attori locali che “nulla hanno fatto di concreto per salvare l’università o per garantire l’apertura dell’aeroporto di Comiso, aspettandosi troppo dall’azione istituzionale senza mai scendere in campo in prima persona”.
Antoci inizia con un doveroso ringraziamento verso lo staff che lo ha seguito in questo decennio, verso la squadra dirigenziale che ha sostenuto la politica portata avanti dall’amministrazione, verso i cittadini che lo hanno rieletto con un ampio margine di consensi e che, secondo l’indagine annuale svolta dal Sole 24Ore, lo hanno portato fra i primi posti nella classifica degli amministratori più amati.
Si commuove il Presidente, in conclusione del suo discorso, quando afferma di lasciare l’incarico tanto amato con la serena coscienza di aver fatto per la terra iblea tutto il possibile, non escludendo qualche involontario errore che, umanamente, è ammissibile commettere. Risponde a chi lo ha accusato di essere troppo attendista ricordando l’effige di Cosimo dè Medici, illuminato Signore della Firenze del Quattrocento, ovvero la tartaruga con una vela spiegata dal vento in poppa accompagnata all’espressione latina “festina lente“, cioè “affrettati lentamente”. Un monito che Franco Antoci indica come l’agire etico del buon politico, rivendicando la propria capacità di non legiferare per istinto ma di aver pianificato le azioni amministrative sostenuto da un’attenta e necessaria riflessione.
A chi gli chiede delle elezioni di ottobre in Sicilia, Antoci risponde che non ha ancora fatto nessun programma per il futuro. Risposta che lascia tutto in sospeso, in attesa degli sviluppi del ricorso che la provincia di Ragusa ha presentato nei confronti della scelta del governo regionale di commissariare un ente sano. “Un provvedimento anticostituzionale e antidemocratico – commenta Antoci – che spero il Tar possa ribaltare, rendendoci giustizia. Pretendiamo ci sia garantito almeno una equità di trattamento ovvero, come nel resto della nazione, un commissariamento democratico”.
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