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NON SONO UN IPPOPOTAMO!
12 Mag 2012 15:00
Una canzone degli 70 con grande musicalità e tanta ironia cosi cantava “solo un ippopotamo può dire ad un altro ippopotamo sei brutto” oggi io che solo da un anno sono consigliere comunale ed ippopotamo non sono mi è toccato di scappare dinanzi all’indice del sindaco che in aula giunta mi indicava “FUORI“ FORSE COME DICE LA CANZONE GLI VOLEVO IMPEDIRE DI GUARDARE LE STELLE cosa che normalmente osano fare quando restano soli.
Andiamo ai fatti:
Al comune nella casa di tutti e della trasparenza istituzionale il sindaco ha indetto una riunione alla quale partecipavano gli amici e quanti lui pensa e pretende che non mettono in dubbio il suo pensiero e quanto altro gli può capitare di elaborare dagli input che gli vengono dati dagli ignari convenuti.
Trovandomi al comune per le normali attività che la mia carica istituzionale mi impone sono stato invitato a partecipare alla riunione dallo stesso sindaco.
Un normale incontro con gli operatori del settore agricolo che attraversa una crisi che trova le radici nella politica degli anni 90 quando già il sindaco diventava consigliere comunale e già allora prometteva un avvenire pieno di luci alla sola condizione che gli avessero dato il consenso “VOTO” mentre sono passati 20 anni e lui ancora promette.
Allora pensavo che lui interpretava i bisogni di un settore che la globalizzazione stava emarginando con la politica delle quote latte e dei primi centri commerciali che nascevano lungo lo stivale e che adesso lui ha fatto moltiplicare a Ragusa.( ma forse sono queste le promesse che in modo criptico allora prefigurava l’attuale sindaco?)
La gente ha bisogno di una politica che sappia disegnare la strada del futuro e non di avere indicati nemici per poter fare guerre sante, o in alternativa promesse che quando realizzate diventano cappi mortali.
Non è il tempo di individuare il nemico è il tempo del dialogo ed il sindaco Nello Di Pasquale quando il dialogo non è il suo monologo subito si infastidisce.
Se è vero che le idee del sindaco DiPasquale sono quelle di Leontini come dallo stesso onorevole dichiarato sulla stampa del 10 maggio mi dispiace per Leontini ma anche lui è nemico del confronto e della democrazia e cosi si perde.
Il sindaco può riunire le categorie per fare monologhi, in assenza di qualunque dissenziente, ma sarebbe più democratico e trasparente che in consiglio comunale verrebbe a dire che fine hanno fatto i fondi per la ristrutturazione del macello ex ESA (cattedrale nel deserto prima cattedrale chiusa ora) e perché non ha accolto gli emendamenti al bilancio che prevedevano somme da destinare al rilancio delle produzioni locali.
Tali somme servivano per qualificare il latte ibleo ,la carne, e gli altri prodotti agricoli per evitare che la crisi di oggi che viene dalla politica scellerata della prima repubblica, nella quale il sindaco è stato cresciuto ed allevato politicamente e che ora ne vorrebbe prendere le giuste distanze al fine di apparire il nuovo il “salvatore” quando invece è responsabile in egual misura agli altri dell’attuale periodo di crisi.
Non è possibile sottrarsi al confronto con chi si affaccia in politica, perché allora hanno ragione quanti si allontanano creando così in modo inconsapevole spazi per chi anche senza idee e programmi nella politica ci razzola.
Non voglio appartenere ad una classe politica che disistima chi rappresenta la volontà di tanta gente che pensa di cambiare l’atteggiamento patriarcale di un momento storico che ha portato tutti a mendicare un lavoro per qualche euro al giorno.
Ragusa deve essere trasparente attraverso gli uomini che la rappresentano e attraverso gli atti concreti che vengono prodotti e non attraverso gli slogan o i blog per fare solo sognare.
Adesso è mattina siamo tutti svegli e ci siamo accorti che il comune è la casa di tutti e nessuno in quel palazzo di vetro si può sentire più padrone degli altri anche se il qualcuno dovesse essere il Sindaco.
I nostri nonni hanno dato la vita per l’affermazione della democrazia ed oggi no è possibile approfittare delle necessità quotidiane della gente per strappare consensi ed indicare con il dito indice la via di uscita del palazzo a chi rappresenta una parte della sintesi democratica espressa attraverso il voto.
Mi dispiace intervenire in modo duro ma per il rispetto del ruolo che il voto democratico mi ha concesso debbo esprimere il mio disappunto nei confronti del sindaco di Ragusa per il comportamento da soviet usato e che mi ha impedito di poter dare il mio contributo politico e professionale per la interpretazione dei problemi del settore agricolo.
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