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LA MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE: UN “PONTE” FRA I DETENUTI IMMIGRATI E L’ESTERNO
16 Feb 2012 14:37
Presentato dall’assessore provinciale alla Programmazione Socio Economica e Politiche Euromediterranee, Giovanni Di Giacomo, un progetto di mediazione linguistica e culturale a favore dei detenuti extracomunitari all’interno della casa circondariale di Ragusa, alla presenza del presidente Franco Antoci, il direttore della casa circondariale, Santo Mortillaro.
Promosso dall’Associazione Laica Immigrati (ALI) il progetto “Il Ponte” coinvolge due operatori che all’interno della casa circondariale attiveranno un processo di integrazione fra i detenuti di diverse culture, aiutandoli inoltre con i meccanismi burocratici anche essenziali, come per esempio spiegare l’ordinanza di custodia cautelare agli immigrati appena arrestati.
“Il progetto “Ponte” – spiega l’assessore Di Giacomo – che avrà la durata di dodici mesi, metterà a disposizione di tutti i supporti efficienti ed efficaci per un agevole e rapido superamento delle difficoltà linguistiche e culturali, soprattutto nella molteplicità interpretative delle norme che, spesso, sono alla base della condizione di disagio e isolamento dei detenuti stranieri. Di fatto, gli extracomunitari non comprendono i loro avvocati e viceversa, come gli usi e costumi locali. Proprio oggi il direttore Mortillaro ha confermato che il cinquanta percento della popolazione carceraria è rappresentata da stranieri con grandi problemi di rapporti interpersonali con gli altri detenuti per ragioni di lingua, religione e costumi.”
“La Provincia – dichiara il presidente Antoci – è sempre molto attenta alle condizioni di vita dei detenuti, di qualsiasi provenienza, all’interno della casa circondariale di Ragusa. Questo progetto s’inserisce nelle strategie di aiuto che mandiamo avanti nonostante le poche risorse economiche”.
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