A RAGUSA E CALTANISETTA NON SI VOTERA’ PER LE PROVINCIALI ?

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Siamo in pieno caos per quanto riguarda il destino delle province in  Sicilia. Mentre c’è chi giura che a stretto giro di posta il disegno di legge presentato  che prevede l’abolizione degli enti intermedi all’Ars verrà esitato e quindi le Province scompariranno da noi perché previste dallo Statuto siciliano, altri pensano che anche in Sicilia questi Enti debbano seguire la stessa sorte che nel resto dell’Italia e quindi prima di abolirli deve essere approvata una legge di modifica costituzionale che abbisogna, come sappiamo, una procedura parlamentare doppia e quindi lenta.

Ma cosa si farà nel frattempo per Ragusa e Caltanisetta dove nella prima si esaurisce nel 2012 la legislatura e nella seconda il presidente si è dimesso perché ha scelto l’opzione della permanenza come deputato? Chi lo sa alzi la mano perché la confusione è totale anche se ci sono segnali da parte dell’esecutivo regionale di una decisione di commissariamento a prescindere da qualsiasi soluzione futura del problema. Infatti lo Statuto siciliano è antecedente alla Costituzione per cui la gestione degli Enti locali in Sicilia è di esclusiva competenza regionale e quindi a Palermo possono fare quel che vogliono.

Come ogni cosa in Italia la questione sta facendo scervellare sia i tecnici del diritto che le forze politiche nelle quali ci sono  partiti che non vogliono le province e partiti che invece le vogliono.

Per quanto ci riguarda il nostro modesto parere è che i risparmi ottenuti dalla abolizione delle province saranno talmente pochi che conviene non abolirle anche perché gli Enti che dovrebbero sostituirle, i Consorzi dei Comuni, sarebbero di difficile  attuazione e una sorta di disgregazione del territorio con le fughe verso questa o quella provincia a seconda della convenienza.

Intanto quel che sembra sicuro è il loro commissariamento in attesa di nuove decisioni legislative: come dire si torna ai tempi del Delegato regionale degli anni ‘60, cioè al più bieco sottogoverno.

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