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PIAZZA LIBERTA’ TERRITORIO PER SPERIMENTARE. MA IL RISCHIO E’ ECCESSIVO
25 Ott 2011 14:35
Confesso: non ho mai visto il progetto di riqualificazione della Piazza Libertà. Pare, però, che io sia in ampia (ed ottima) compagnia. Insomma, sembra proprio che questo progetto siano stati in pochi a poterlo osservare.
Ma questo cambio poco le prospettive, dal momento che supponiamo essere stati – anche se pochi – quelli “giusti” a realizzare e poi osservare il progetto.
Quello che però è emerso dai racconti di amici che il progetto hanno potuto osservarlo, è la notevole “fantasia” impiegata per redigere il fondamentale documento progettuale. Fontane, ponticelli che attraversano laghetti, alberi e fiori, il tutto per rendere la storica e centralissima piazza, si intende chiusa al traffico, un vero e proprio spazio pedonale aperto a tutti i cittadini, oltre che, si spera, a turisti e visitatori.
E però, c’è un però.
Chi scrive, abitualmente teso alla salvaguardia della propria città secondo un antico ideale conservatore-ambientalista, ha percepito – vai a sapere poi perché – che nel citato progetto si prevede una Piazza Libertà molto verde e colorata, molto allegra e accogliente. Bene, si dirà, che cosa vuoi, se è vero che sei un ambientalista dovresti essere contento e ringraziare il sindaco Dipasquale per aver deciso di rendere verde – anzi multicolor – quella piazza notoriamente e perennemente grigia, anche triste, se si vuole. E allora ringraziamolo pure il sindaco per la sua coraggiosa decisione.
Ma il fatto è che chi scrive ha anche un minimo di memoria storica, e ricorda bene – anzi benissimo – che quella piazza, prima Impero e poi Libertà, è uno dei maggiori e più considerati esempio di architettura razionalista dell’intero Paese. Il fatto che quel tipo di architettura, tipico del periodo fascista tanto da essere sovente appellata anche come “architettura fascista”, possa non piacere, nulla rileva: rimane un alto esempio di quel tipo, di quel periodo, di quella fase storica e per tutto questo da tutelare.
Io, che apprezzo moltissimo l’architettura razionalista o razionale che dir si voglia, reputo sbagliato trasformare la Piazza Libertà in un giardino, per quanto si possa apprezzare il giardino, sia di bello stile italiano, sia sommamente brutto come quello realizzato ora sarà un decennio da giovani architetti (nel frattempo cresciuti e adesso molto ben considerati) nella parte a Nord del Giardino Ibleo a Ibla
La Piazza Libertà, secondo me (ma in tal senso mi conforta aver potuto condividere questo pensiero con professionisti di livello, ma veramente tali, non solo perché “di moda” nell’angusto e soffocante ambiente cittadino convinto com’è che il talento è nelle committenze), deve essere lasciata così come ma chiusa al traffico (e questo mi sembrerebbe anche giusto, concordo col sindaco Dipasquale), e consentire in tal modo alla collettività tutta di fruirne serenamente. Ma il giardino, i laghetti e i ponticelli, lasciamoli ai parchi giochi, non “inquiniamo” il perfetto e lineare stile della Piazza Libertà disegnata da Ernesto La Padula (anzi, proporrei di estirpare le quattro palme piantate ora sono trenta anni).
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