La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata da un parassita, toxoplasma gondii, diffuso tra i mammiferi e gli uccelli. Tale parassita vive, nella sua forma adulta, a livello del tratto intestinale del gatto (ma anche di altri felidi) dove svolge il ciclo di riproduzione sessuata. Attraverso le feci il gatto (solo quello che ne è infetto!) elimina le oocisti che possono essere ingerite dall’ospite intermedio, rappresentato da un altro animale o, rarissimamente, dall’uomo. Quest’ultimo può quindi contrarre la toxoplasmosi fondamentalmente attraverso due vie:
1- ingerendo le oocisti presenti nelle feci del gatto oppure
2- ingerendo verdure crude (non lavate) o carni crude o poco cotte (dove le oocisti possono essersi trasformate in pseudocisti)
Per molti anni si è dato, quindi, un peso notevole al ruolo svolto dal gatto quale ‘unico’ responsabile della malattia e per tale ragione è stato spesso ingiustamente “allontanato” da casa, particolarmente in presenza di donne gravide. Ma studi recenti, che hanno coinvolto diversi centri in Europa e in America, hanno evidenziato come la coabitazione tra gatto e uomo non è un fattore di rischio importante per l’infestazione da toxoplasma, ma che invece è molto più pericoloso cibarsi di carni crude o poco cotte, insaccati crudi, verdure crude non ben lavate o latticini non pastorizzati.
Il rischio per le gestanti è dato dal fatto che il parassita può raggiungere il feto e indurre aborto oppure gravi alterazioni a carico di retina fino alla cecità, ritardato sviluppo psichico, sordità, encefaliti, etc.
Il rispetto delle principali norme igieniche, come ad esempio lavarsi le mani dopo aver pulito la lettiera del gatto che vive sia in casa che fuori, è già sufficiente a proteggere le donne in ‘dolce attesa’ dal rischio di contrarre la malattia senza doversi separare dal proprio micio.Ovviamente il problema non si pone per il gatto di casa che non ha accesso all’esterno e non mangia cibi crudi, dal momento che non viene a contatto con il parassita.
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