Da lunedì 6 luglio il Centro diagnosi e trattamento intensivo precoce per i disturbi dello spettro autistico dell’ASP di Ragusa avrà una nuova sede temporanea. Le attività saranno infatti trasferite nei locali comunali di via Berlinguer, messi a disposizione dal Comune di Ragusa attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito, così da garantire la piena […]
SICURAMENTE SIAMO PROGRAMMATI: QUAL’E’ L’OBIETTIVO? A COSA TENDIAMO?
01 Ott 2011 04:50
Nel corso della nostra vita, di animali sociali, incontriamo tante persone, alcune di esse provocano in noi un’emozione, processo naturale e a un certo punto (dobbiamo…..!!????)…scegliamo! e scegliamo di mantenere un legame deciso e definitivo.
Nell’amore stabile, monogamo, interviene la mente in modo deciso. Desiderio, passione, attrazione sessuale rappresentano il motivi attraverso i quali la coppia si costituisce.
Poi, col tempo, entrano in gioco altri fattori: rispetto, intimità, fedeltà, routine, entra in gioco anche la cultura che ogni persona porta con se.
Poi entra in campo la vita biologica quella dell’istinto della conservazione della specie. Ecco allora …i figli! Oh! benedetti figli rappresentano l’ulteriore sfida: protezione, sacrificio, educazione, attaccamento?!.
Li seguiamo comunque, più o meno da vicino, li vediamo crescere e scorgiamo che il loro modo di pensare non si confà con quello nostro. Tracciamo allora delle linee guida, lanciamo frasi come: ”Sii retto! Pensa prima di agire, pensa”…
Eh caro figlio, il genitore perfetto non esiste. In un bambino ciò che impara nei primi anni di vita resterà per sempre e per questo motivo che i genitori hanno responsabilità molto grandi perchè plasmatori della mente di una persona.
L’uomo è l’unico essere vivente che tiene la prole a lungo sotto le proprie ali. Oggi molto a lungo!.
Poi i pargoli..lasciano il nido.
L’uomo avanza negli anni, ha finito il suo compito? ma non direi perché le ansie rimangono sotto forme diverse ma rimangono.
Sovente l’uomo, quando incontra grandi difficoltà nel corso della sua vita si tempra
e non solo diventa anche credente.
Si rivolge all’Essere supremo, impalpabile, rifugio di ogni aspirazione mancata , rifugio perché non può attaccarci, può darci solo conforto.
Ma la ricerca di una divinità, non è da sempre insita nella natura umana? Ecco di fronte alla sofferenza, l’Essere supremo è visto come il possessore di tutte quelle virtù che l’umanità non ha.
Egli è il possessore di tutte le virtù: l’amore, la giustizia, la pace, la pietas, il perdono, la carità, etc. ma che ruolo ha effettivamente? Quando l’uomo sente dolore, si rende conto di essere stato prodotto della natura?(…cenere,,,eri,,,cenere ritornerai).
La fede cede il posto alla ragione.
E allora di fronte alla morte, siamo credenti acquisiti o credenti per i quali è giunto il momento di dimostrare la fede per tanto tempo celata oppure forti d’animo viviamo l’attesa della morte con stoicismo?
Come può essere che l’uomo, per un certo periodo della sua vita, attento a garantire la prosecuzione della vita sulla terra attraverso la sua carica di sessualità, poi la lascia decadere tutto e rivolge l’attenzione verso la propria fine incomincia un lento distacco dalla vita terrena.
Soffre quando assiste al decadimento del suo corpo, allo spegnersi a causa di una lunga malattia.
“Noi non moriamo perché ci ammaliamo, ma ci ammaliamo perché fondamentalmente dobbiamo morire”. Muchel Foucault.
La morte, chiude la comunicazione con tutti quelli che ci amano e con la vita stessa.
A quel punto l’uomo rigetta le contrarietà terrene.
Ha solo la visione di un qualcosa di positivo, vuole riappacificarsi con il mondo intero, si apre il panorama delle problematiche terrene ma a quel punto è tutto troppo in ritardo si guarda al trapasso verso nuovi orizzonti infiniti senza né spazi né tempi.
Chissà se Dio lo ascolta! se gli è vicino se lo aiuta! “Lasciatemi andare via” disse Paolo II nel letto di morte.
© Riproduzione riservata