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SULSENTI SULLE CLASSI POLLAIO: “RISOLUZIONE ALL’ITALIANA”
27 Set 2011 11:57
Peggiora la condizione degli studenti e anche quando si trovano “soluzioni” a casi come quello delle “classi pollaio” sono sempre “il male minore”. Niente si risolve davvero.
In un istituto come il Liceo Scientifico G.Galilei di Modica ci sono (come è giusto che sia!) delle suddivisioni precise delle sezioni che rispondono a determinati criteri di insegnamento. Tra sperimentale e ordinario c’è differenza, è tautologico sottolinearlo.
A quanto pare non si può più fare un discorso del genere. Pur di risolvere la questione del sovraffollamento delle classi si è costretti a distribuire ovunque gli studenti in esubero, in modo da ricreare condizioni più regolari. Non che una media di 26-27 alunni per classe sia una gran bella cosa, ma è comunque un modo per gestire meglio la situazione.
In merito alla questione di Modica, Giuseppe Sulsenti, deputato regionale, si pronuncia con evidente disappunto: “La storia delle classi cosiddette ‘pollaio’allo Scientifico G. Galilei di Modica è finita con la solita soluzione di compromesso all’italiana. Gli alunni delle “sperimentali” saranno spalmati nelle altre classi che, in definitiva, saranno composte da 26 o 27 unità. Salta in questo modo il mantenimento della divisione tra sperimentale e ordinario.
Difficile stabilire se abbia vinto lo Stato e per esso l’irriducibile Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, o se a perdere, oltre agli alunni e alle loro famiglie, sia stata l’Istituzione Scuola e quindi lo Stato. Aldilà del gioco di parole, appare evidente come la contestata riforma scolastica abbia prodotto guasti anche dalle nostre parti. Lasciando a casa centinaia di docenti e personale ATA, azzerando corsi di studio e “fabbricando” classi numerose.
Essendosi, fra l’altro, venuta a determinare una difficile situazione interna, sarebbe stato opportuno affrontare il problema con una lineare presa di posizione da parte del dirigente scolastico Sergio Carruba e dei suoi più stretti collaboratori, soprattutto nell’interesse degli alunni e del buon funzionamento dell’Istituto.
Abbiamo invece registrato atteggiamenti di mera obbedienza gerarchica che, anziché favorire il dialogo costruttivo, hanno alimentato dissapori e contrasti con le varie componenti della scuola, culminati nel provvedimento adottato nei confronti del collaboratore vicario Nino Cerruto, che non condividiamo, perché fermamente convinti che la Scuola debba favorire sempre e comunque la dialettica democratica”.
Si potrebbe azzardare una richiesta al Ministero dell’Istruzione: magari in quel tunnel lunghissimo di recente scoperta potrebbe esserci posto per qualche classe che avanza, per studenti da “spalmare” a destra e a manca. Da Ginevra al Gran Sasso non ci dovrebbero essere problemi di spazio, ecco.
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