L’EUROPA POLITICA, CHE NON ESISTE, SI ROMPE SUL SALVATAGGIO DELLA GRECIA

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Per parlare d’Europa, in questo momento storico bisogna distinguere due Europe contrapposte e a due  velocità.

Una, “burocratica”, che guarda esclusivamente ai bilanci finanziari degli Stati aderenti e che si rompe sul salvataggio della Grecia con una velocità impressionante, senza guardare la situazione economica, sociale, etnica e complessiva degli altri Stati.

Un sistema che stenta a riconoscersi in una politica comune, anche se esiste il Parlamento Europeo di Strasburgo – in Francia, la Commissione Europea a Bruxelles – in Belgio, e gli Atti Parlamentari di Lussemburgo – in Lussemburgo.

Fin dal 1993, l’unica nazione che teneva i conti a posto, in ossequio al Trattato di Maastricht, era lo Stato del Lussemburgo.

L’altra Europa, a dodici stati fino al 1994, e a quindici dal gennaio 1995, invece, ha cercato di mediare soltanto le politiche nazionali dei singoli stati aderenti, uniformandosi solo sulla politica agricola, emettendo regolamenti comunitari obbligatori sull’attività corsuale e professionale (Fondi F.S.E. – Fondo Sociale Europeo) e sulle attività imprenditoriali e degli Enti locali pubblici (Fondi F.E.S.R. – Fondi Europei di Sviluppo Regionale), riguardanti lo sviluppo e la collocazione delle infrastrutture nelle regioni dei Mezzogiorni d’Europa.

In Italia nelle otto regioni del Mezzogiorno.

 

Ora, invece, che sono cambiati radicalmente e traumaticamente i sistemi sistemici mondiali, in testa gli Stati Uniti d’America con l’elezione a presidente di Barack Obama, assaltato da una crisi finanziaria mai riscontrata, con la rivolta dei Paesi del MAGHREB (Libia, Tunisia, Egitto, Marocco, Siria, ecc.), con una migrazione di popoli dagli stati in guerra, non arginabile ed incontrollabile, si è generato un vorticoso ed incontrollabile stravolgimento delle attività istituzionali abitudinarie.

In tutto ciò l’Italia, con le sue zone marittime di accoglienza – in testa l’isola di Lampedusa, in Sicilia, portata all’attenzione dell’intero pianeta, ha fatto la sua parte con l’attivazione del Ministero dell’Interno che, in tempi non sospetti, ne aveva paraventata la tragica realtà.

Il C.I.R. – Comitato Italiano per i Rifugiati, si è attivato per dare assistenza alle popolazioni in fuga dai luoghi di guerra.

L’Italia, inoltre, ha continuato a realizzare e rinforzare rapporti diplomatici in questi Paesi e ciò è stato un merito dell’intera compagine di governo, venutasi a trovare e a fronteggiare una crisi imprevista e imprevedibile.

 

In tutti questi reali accadimenti si è incuneata una strategia di tensione e di paura che ha portato le nazioni a rivedere le opportunità possibili per affrontare un momento difficile, di natura epocale.

In merito all’Italia, il Mezzogiorno era privilegiato con la destinazione “dell’obiettivo 1”, dove la Regione Abruzzo è riuscita a spendere tutte le risorse disponibili destinate alla stessa.

 

A distanza di quindici anni, le nazioni facenti parte dell’Europa sono diventate ventisette; sedici, quelle che hanno aderito alla nascita dell’Euro, in vigore dal 2002.

L’Inghilterra, unica nazione che fondò la C.E.E. (Comunità Economica Europea) assieme ad altre e compresa l’Italia, non ha aderito all’Unione Monetaria, valorizzando la sua sterlina negli altri rimanenti stati.

Gli operatori economici inglesi, negli stati facenti parte dell’Europa, compresa l’Italia, hanno creato delle situazioni visibilmente e immediatamente favorevoli ai cittadini più necessitati, disconoscendo il più delle volte le leggi e i regolamenti applicati nella penisola.

Ciò ha generato nel tempo una diseguaglianza di operatività nel sistema bancario italiano, che a lungo andare ha drogato l’intero mercato finanziario fino a renderlo inconveniente e impraticabile.

Gli accordi fatti con partner italiani per sanare gli imprenditori agricoli dalle loro posizioni debitorie nei confronti dello Stato sono state la punta di un iceberg per mettere a nudo storture e profitti insostenibili.

 

Da quanto documentato e descritto, emerge che l’unico sistema più operativo e immediato per mettere in moto l’economia e far ripartire e decollare i consumi è la valorizzazione economica dell’innovazione e della ricerca tecnologica,  a favore della micro, piccola e media impresa, che rappresentano il 90% del tessuto economico produttivo italiano.

Tanti esperimenti in questo settore! ma i risultati sono stati sempre insignificanti e non influenti.

 

Istituire premi finanziari individuali per geni conclamati, le cosiddette galline dalle uova d’oro, è la strategia vincente per accorpare inventori e sistemi di impresa, accompagnati dal sistema assicurativo, finanziario, bancario e parabancario, integrati ed in eccellenza.

Non servono leggi speciali; la redditività, la produttività e lo sviluppo del mercato si otterrà con semplici circolari applicative.

 

Chi ben comincia è alla metà dell’opera.

Chi Parte da zero e si trova con un team creativo, determinato e operativo; sicuramente, oltre al proselitismo, creerà movimento di opinione che dalla base, diversa e diversificata, inciderà notevolmente nel consolidarla e prospettare un percorso stabile consolidato, propositivo e produttivo.

 

Questo messaggio va rivolto principalmente alle giovani generazioni che si accingono a divenire nel tempo i pilastri della democrazia partecipativa del futuro.

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