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Un mozzicone di sigaretta tradisce il presunto rapitore: arrestato il 22enne coinvolto nel sequestro a Vittoria di un 17enne
05 Giu 2026 20:47
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La presenza del suo dna su un mozzicone di sigaretta nel covo in cui era stato trasferito il 17enne vittoriese rapito il 25 settembre del 2025 e liberato dopo 24 ore senza pagamento di riscatto. È stato arrestato oggi il 22enne Gabriele Giunta. È del 4 giugno la decisione della Cassazione: custodia cautelare in carcere appunto, per Gabriele Giunta, difeso dagli avvocati Maurizio Catalano e Raffaele Catalano. Oggi l’arresto.
Novità anche nel capo di imputazione
Notificata anche la conclusione delle indagini. Il sequestro di persona resta aggravato dal fatto che ad essere rapito sia stato un minorenne ma decade l’aggravante mafiosa assieme alla contestazione del favoreggiamento della latitanza di Gianfranco Stracquadaini (in fuga e poi catturato per un tentato omicidio e considerato a ‘capo’ di un nuovo sodalizio mafioso). Cinque gli indagati: Gianfranco Stracquadaini, 50 anni (difeso dall’avvocato Rosario Cognata), Stefano La Rocca, 23 anni (difeso dall’avvocato Matteo Anzalone), Giuseppe Cannizzo, 40 anni, (difeso dalla avvocata Alessandra Di Raimondo) e Raffaele Giunta 22 anni (difeso dagli avvocati Maurizio Catalano e Raffaele Catalano) quest’ultimo appunto, appena sottoposto alla misura cautelare della detenzione in carcere. Ancora sub iudice la decisione per un altro indagato, 23enne.
La cronaca del rapimento
Il 25 settembre poco prima delle 21.00, da una Panda blu (rubata il giorno precedente a Ragusa) erano scese due persone con il volto coperto da un passamontagna: con decisione e armi in pugno avevano preso il 17enne e lo avevano costretto a salire in macchina per poi allontanarsi scortati da un’altra Panda di colore chiaro, che li attendeva a distanza per dirigersi verso il luogo di detenzione, a contrada Fossa di lupo nei pressi di Pedalino, un casolare senza elettricità. È lì che è stato trovato il mozzicone di sigaretta con il dna di Giunta. Al 17enne era caduto il telefono, un “incidente” che potrebbe avere impedito al gruppo di contrattare il riscatto
Il rilascio la sera del 26 settembre a 24 ore dal rapimento, avvenne nei pressi del mercato ortofrutticolo. Il giovane venne lasciato in strada dalla Panda nera. Da li, si sarebbe incamminato verso casa salvo poi incontrare un amico che lo riconobbe Fu proprio l’amico a dargli soccorso, e ad accompagnarlo in commissariato a Vittoria, dove la famiglia del rapito era a colloquio con gli inquirenti.
La cattura dell’ex latitante Stracquadaini
E quella stessa Panda nera di La Rocca ha permesso di svelare anche il covo del latitante Stracquadaini, di individuarne la presenza all’interno di un appartamento a Comiso, (città a meno di 10 chilometri da Vittoria) e di catturarlo.
L’antifurto satellitare
È stato un antifurto satellitare di quella autovettura a portare gli inquirenti sulla giusta strada. Percorsi e contatti, incrociati con videosorveglianza e rilievi scientifici hanno fatto il resto
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