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Un intreccio nero, la nuova inchiesta sul caso Spampinato: a Ragusa il libro di Carmelo Schininà
03 Feb 2026 09:40
Un delitto che ha segnato una città, una verità rimasta per decenni in una zona d’ombra e un lavoro giornalistico che oggi prova a rimettere insieme tutti i tasselli. Sabato 7 febbraio 2026, alle ore 17.30, all’Auditorium “Saro Di Grandi” – Sala Avis, in via della Solidarietà, sarà presentato il volume “Un intreccio nero. La nuova inchiesta sul caso Spampinato”, firmato dal giornalista e autore televisivo Carmelo Schininà.
Schininà, firma di rilievo del giornalismo investigativo nazionale, lavora da anni a una ricostruzione rigorosa della vicenda che sconvolse Ragusa nel 1972, anno dell’uccisione del giornalista Giovanni Spampinato, assassinato mentre cercava la verità. Un’inchiesta basata su documenti d’archivio, atti giudiziari e testimonianze attendibili, che ha permesso di delineare non solo i contorni del delitto, ma anche il clima sociale, politico e culturale della Ragusa di quegli anni.
Il volumetto nasce dalla raccolta delle nuove inchieste sugli storici delitti Tumino e Spampinato, pubblicate in più puntate sul quotidiano La Sicilia, ed è stato realizzato su iniziativa del Presidio “Daphne Caruana Galizia” di Libera Ragusa. Un progetto editoriale che va oltre la semplice pubblicazione: è un atto di memoria e di responsabilità civile.
Durante la presentazione, Carmelo Schininà dialogherà con il giornalista del Corriere della Sera, Giuseppe Guastella, in un confronto che sarà arricchito dalla proiezione di testimonianze inedite, offrendo al pubblico nuovi elementi di riflessione su una delle pagine più buie della storia recente iblea.
L’idea del progetto prende forma nel gennaio 2025, in occasione di una conferenza organizzata dalla Cgil di Ragusa dal Presidio Libera, durante la quale Schininà presentò per la prima volta la sua inchiesta. L’ampia partecipazione e l’interesse suscitato dimostrarono quanto la comunità senta ancora oggi il bisogno di verità su fatti mai del tutto chiariti.
Da qui la scelta di raccogliere e sistematizzare tutto il lavoro investigativo del giornalista, inclusi gli articoli più recenti pubblicati a fine ottobre 2025, proprio nel mese dell’anniversario dell’omicidio di Giovanni Spampinato. Un modo per non dimenticare i giornalisti vittime innocenti delle mafie e per riaffermare il valore del giornalismo d’inchiesta come presidio di democrazia.
“Ucciso perché cercava la verità”: questa frase, che accompagna il progetto, non è solo un ricordo, ma un monito. “Un intreccio nero” è un’esortazione collettiva a non rassegnarsi, a continuare a interrogare il passato per dare senso al presente.
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