Turismo: a Ibla “certificato” solo il 30% di prenotazioni (al 10 luglio). Parlano i numeri diffusi ufficialmente dal Ccn Antica Ibla


Al 10 luglio (i dati si riferiscono alla settimana che va dal 3 al 10 luglio) a Ragusa Ibla c’era il 70% di posti letto vuoti, cioè non prenotati. Ma parlare però di un calo di prenotazioni è ancora troppo presto per dirlo perché, come sempre, i bilanci si fanno a fine mese con il raffronto con l’anno precedente. Sono però i numeri, e non più solo le ipotesi, a parlare. E sono i numeri diffusi dal centro commerciale naturale Antica Ibla che tra l’altro ha lavorato, con un contributo del Comune, alla creazione di uno studio per la destinazione turistica Ragusa. Il Ccn ha diffuso un questionario alle strutture associate e ha reso noti adesso i dati che confermano un’occupazione delle camere pari al 30% circa. Dal 10 luglio ad oggi, 19 luglio, probabilmente la situazione reale è, si spera, già migliorata, magari arrivando al 40% e comunque si stanno registrando numerosi last minute che fanno dunque ben sperare.

Al questionario hanno risposto 53 attività in primis hotel, affittacamere e B&B, localizzate per il 60% su Ragusa Ibla, per il 22% su Ragusa Superiore e per il 18% su Marina di Ragusa.

OCCUPAZIONE MEDIA MENSILE DELLE CAMERE E PRENOTAZIONI

Dai risultati delle risposte delle strutture ricettive si evince una scarsa propensione al viaggio nei mesi di Gennaio, Febbraio, Novembre e Dicembre, ad esclusione delle festività natalizie e del ponte di Capodanno. Da Marzo a Giugno si è registrato un incremento di prenotazioni passando da una percentuale di occupazione del 20-30% al 40-50% dei mesi di Aprile, Maggio e Giugno.
Emerge tuttavia un decremento di prenotazioni su Luglio, che si ferma ad un tasso di prenotazione pari al 20%-30%. Per Agosto e Settembre la percentuale di prenotato è pari al 50%, Ottobre si attesta intorno al 20%-30%.

TIPOLOGIA CLIENTELA NEL PERIODO ESTIVO E AUTUNNALE

Relativamente ai mesi di Luglio e Agosto la clientela di provenienza regionale rappresenta il 30% del totale, quella fuori regione ai attesta al 40% e quella estera intorno a un buon 30%.
Le previsioni sul periodo Settembre – Ottobre fotografano un’ottima ripresa della clientela estera che si posiziona intorno al 60% di presenze.

DOMANDA DELLA DESTINAZIONE RAGUSA ENTRO UN RAGGIO DI 100 KM

A corredo del questionario, presentiamo i dati di un’ulteriore analisi realizzata grazie a Travel Data Lake,  piattaforma che monitora i segnali di ricerca e le intenzioni di prenotazione sui canali ufficiali degli hotel. Da questa emerge nel 2022 una pressione della domanda molto debole sull’area di Ragusa città. Nel raggio dei 100 chilometri analizzato, “cenerentole” del turismo risultano Taormina e l’interland con le zone di Riposto, Giarre e l’area di Siracusa con Noto e Marzamemi, a confronto di una Ragusa che rimane indietro anche rispetto ai comuni limitrofi.

Fin qui i dati raccolti tramite il questionario che, ricordiamo, è stato somministrato dal 3 al 10 luglio dunque probabilmente è già cambiata la situazione reale.

LA RIFLESSIONE DEL CCN ANTICA IBLA

Qui a seguire, invece, la riflessione del direttivo del Ccn Antica Ibla che, in termini costruttivi, offre qualche consiglio, ribadendo che non ce l’hanno con l’Amministrazione comunale ma che i dati, oggettivi, servono come punto di partenza o riflessione.

“Alla luce dei risultati, con i quali abbiamo voluto portare dati oggettivi al dibattito locale sul settore turistico e su Ibla, aggiungiamo alcune riflessioni – spiegano dal direttivo Ccn Antica Ibla – C’è chi parla di crisi dell’area iblea. Un termine molto inflazionato al quale concorre una combinazione di fattori: ripresa dei contagi Covid, costi energetici in continuo aumento, guerra in Ucraina, scioperi aerei. A questo si aggiunge, a nostro avviso, una crisi di “appeal di destinazione” dovuta a una mancata pianificazione degli ultimi 10 anni.

TURISMO E ACCESSIBILITÀ –  L’oggettivo calo di presenze che Ragusa Ibla sta ad oggi registrando è stato riportato con titoli allarmistici da giornali e social identificando come causa principale l’implementazione del nuovo Piano di mobilità deciso dall’attuale Amministrazione, questa semplicistica spiegazione, invece di portare benefici, dipingendo Ibla come blindata e irraggiungibile, ha generato ulteriori danni.

Purtroppo molto spesso le informazioni, soprattutto quando demandate ai social, rischiano di essere superficiali e divulgate senza una reale conoscenza e nessun approfondimento della problematica.

Sicuramente la mancanza di una esaustiva ed efficace campagna di informazione ufficiale su cosa effettivamente cambiava e soprattutto non cambiava nelle modalità di raggiungibilità, accesso e parcheggio ad Ibla non ha certo giovato.

Nel merito della questione, dobbiamo distinguere a nostro avviso due target:
Partiamo dalla clientela locale. Passato il primo periodo di confusione, dovuto anche a una scarsa comunicazione interna, si è tutto stabilizzato. Registriamo un utilizzo delle strisce blu maggiormente la sera con una buona rotazione e navette che viaggiano con un tasso di occupazione soddisfacente, soprattutto nelle ore serali e nei festivi e prefestivi. Un sistema di mobilità che nelle ore serali, tra navette gratuite e bus Ast, si compone di ben 5 mini-bus che possiamo sicuramente ritenere soddisfacente. Come Consorzio abbiamo altresì chiesto la geolocalizzazione dei bus così da ottimizzare meglio la fruizione del servizio.
Il secondo target da esaminare è quello dei turisti e qui basterebbe ricordare che in tutti i paesi turistici ci sono sia Ztl che strisce blu.
In quanto alla questione parcheggi, ricordiamo che sono disponibili oltre 450 stalli al di fuori dalla Ztl tra strisce blu e bianche. Certo, occorre muoversi di pari passo per crearne di nuovi, ma intanto pensiamo a riempirli. Si è sentito dire di tutto e di più, come che le strisce blu costano troppo. Chi parla forse non ha idea di quanto costi parcheggiare per 4 ore a Taormina nel parcheggio multipiano.

APPEAL DI DESTINAZIONE: SERVE UNA PROGRAMMAZIONE STRATEGICA – A nostro avviso occorre una visione più ampia per affrontare seriamente il tema delle presenze turistiche a Ragusa e dell’“appeal di destinazione”. Da circa 10 anni e più non sono stati portati avanti progetti turistici o meglio, sono stati avviati ma poi si sono persi per strada. La destinazione non si costruisce con una pubblicità spot senza una logica nel tempo. Che senso ha creare uno spot per Sky o altre emittenti senza un coordinamento con altre azioni di marketing? Non possiamo più promuovere senza costruire l’offerta territoriale. Basta andare online per analizzare quanto sia frazionato e complesso scoprire cosa fare, cosa vedere, talvolta semplicemente conoscere gli orari di visita ai monumenti di Ragusa. Occorre anche ripensare gli infotourist, che non devono essere più percepiti come semplice punto di consegna mappa ma come punto di accoglienza del turista in destinazione.

Ma non fermiamoci alle criticità. Riteniamo certamente che con una buona programmazione si può andare lontano, anche oltre la stagionalità. Mete quali Brindisi, Dolomiti Paganella, Arezzo, Brescia sono degli esempi di spicco a livello nazionale. Ed proprio lì che Ragusa deve mirare a nostro avviso. Come? Bisogna dar subito seguito al Piano Strategico del Turismo redatto e consegnato al Comune di Ragusa a Maggio 2020 in pieno Covid. Così potremmo finalmente iniziare a vedere muovere i primi passi del Destination Manager Dott. Luca Caputo che ha un incarico presso il Comune per “disegnare” la destinazione.
Non possiamo vivere di turismo solo 4, 5 ,6 mesi l’anno. Abbiamo tutte le carte in regola per rimanere qui e remunerare al meglio i nostri investimenti. Ma, nel contesto economico generale, proseguire senza una visione strategica chiara e affidata a chi di competenza sarebbe come farsi operare da un “non-medico” in una situazione di emergenza.

Alla luce di queste considerazioni, nei prossimi giorni chiederemo un incontro all’amministrazione, nelle persone del sindaco e dell’assessore al turismo per approfondire insieme la tematica e comprendere i passi che si intendono compiere. Un dialogo che abbiamo sempre tenuto aperto, nella ferma convinzione che il privato e il pubblico debbano cooperare nell’interesse comune per lo sviluppo del territorio. Ma è adesso che serve agire”.

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it