Nino Minardo: non lascio la Lega e vi spiego cosa sto facendo

Onorevole, ha lasciato la Lega?

“Ma quando mai!”

A una settimana dalla notizia dell’accordo politico fra Lega e Udc (Unione di Centro) per formare una nuova componente alla Camera dei deputati, qualcuno ha equivocato il passaggio di Nino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera, quale indipendente Udc nel gruppo misto insieme al segretario nazionale dello stesso Udc, Lorenzo Cesa.
Lanci di agenzia ripresi frettolosamente hanno sintetizzato: Minardo lascia la Lega per l’Udc. (Ragusaoggi.it l’ha data così).

E invece?

E’ un accordo sul quale ho lavorato per più di un anno su mandato di Matteo Salvini, in un più ampio quadro di patti federativi a livello nazionale fra la Lega e partiti o liste civiche che non hanno rappresentanza nel Parlamento, argomento di cui mi occupo nel partito.”

Si spieghi meglio, per cortesia.

“Per esempio: da Nord a Sud ci sono molti sindaci eletti con liste civiche, che non hanno però un riferimento politico a livello nazionale. Noi diciamo a loro: se siete cattolici, se condividete i nostri valori moderati, sulla famiglia, sul lavoro, sul sociale, sullo stesso modo di intendere la politica, noi siamo disponibili a darvi voce.”

L’obiettivo?

“Sul piano politico, un’alleanza che guardi oltre il voto europeo di giugno, dove non escludiamo la presentazione di liste federate. Nel mini gruppo misto, puntiamo a diventare presto in tre, in modo da diventare una componente, così come previsto dal regolamento.” (Ndr: le componenti hanno diritto di dichiarazione di voto).

Volete allargarvi…

“Sì, un allargamento verso l’area moderata cattolica. Questo è il primo accordo, speriamo di annunciarne altri.”

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