“SINDACO SPATARO, SUI RIFIUTI INDIGNARSI NON BASTA!”

Caro  Sindaco, sui rifiuti indignarsi non basta! Il problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti è probabilmente quello che maggiormente indica il grado di civiltà di una collettività, ma anche, per la sua complessità, la capacità di una amministrazione comunale: capacità intesa non come abilità, ma come capacità organizzativa, di pianificazione e inclinazione alla modernità, di visione del problema e del suo contesto.
Nel corso di questi ultimi mesi i personaggi che abitano le stanze del Comune hanno più volte  comunicato il loro plauso nell’aver dichiarato Comiso città virtuosa per la raccolta differenziata, mentre continua  la contrarietà della maggior parte dei cittadini  rispetto alla cattiva abitudine di abbandonare i rifiuti per strada o nelle campagne,  soprattutto dopo averli privati dei contenitori dei rifiuti rendendo giustificata talvolta la cotanta vergognosa  inciviltà.

Così Comiso da città della Cultura diventa città della spazzatura!

Il degrado urbano regna sovrano; un tempo a Comiso i casi di abbandono illeciti di rifiuti risultavano sporadici, oggi invece in città e in periferia proliferano in modo esponenziale le discariche a cielo aperto. Veri episodi di inciviltà culturale e di degrado ambientale.
Sarebbe stato opportuno che, ai cittadini che conferiscono correttamente i rifiuti, indignati  per un servizio amministrativo inefficiente, che lascia la città sporca nonostante gli enormi sacrifici degli operatori ecologici, e che sostengono un costo non certamente irrisorio per il ciclo dei rifiuti, il Sindaco avesse prospettato decisioni, campagne informative, azioni sanzionatorie contro l’abbandono dei rifiuti. 

In tal senso si rammenta che l’art. 40 del codice penale stabilisce una precisa responsabilità penale anche in capo a chi ha l’obbligo giuridico di impedire la consumazione di un reato, equiparando la condotta del soggetto che non interviene a quella di chi compie il reato.
La frequenza e la regolarità con cui avvengono tali fenomeni hanno determinato un sostanziale degrado del nostro territorio, tale da far ipotizzare l’eventualità che, laddove si individuassero i soggetti responsabili di tale ripetuto e definitivo accumulo di rifiuti, si possa configurare a loro carico, oltre che il reato di abbandono di rifiuti (art. 255 del D.Lgs 152/2006) anche quelli ben più gravi di attività di smaltimento di rifiuti non autorizzata (art. 256, c. 1, del D.Lgs 152/2006) e di discarica abusiva (art. 256, c. 3, del D.Lgs 152/2006). Le  violazioni connesse all’obbligo della bonifica dei siti inquinati sono disciplinate dall’art 51 bis del decreto in questione, che indica le sanzioni applicabili nei confronti di “Chiunque cagiona l’inquinamento o un pericolo concreto”,  ciò significa che è sanzionata l’omessa bonifica. Il primo cittadino è a conoscenza che non si può quindi escludere dall’ambito di applicabilità della medesima norma neppure il Comune (alias, il sindaco), qualora questi non si attivi al fine di provvedere alla bonifica del terreno inquinato nel caso di inerzia o mancata identificazione del responsabile dell’inquinamento.
Invece solo assordante silenzio come se si potesse scegliere di chi essere Sindaco, degli incivili no dei virtuosi si. Eppure di aspetti di cui un’Amministrazione dovrebbe occuparsi ce ne sono, a partire da fissare obiettivi di differenziata decisamente più ambiziosi.
Non basta pensare, con atteggiamento auto assolutorio, che la soluzione al problema dei rifiuti non sia alla portata dell’amministrazione comunale. Il gruppo di lavoro del  Laboratorio Politico Berlinguer Comiso che sta affrontando questo tema ritiene che una serie di aspetti di cui occuparsi qui e ora ci sia.

1.     Occorre pensare ad un piano di informazione e sensibilizzazione verso l’importanza di una corretta differenziazione dei rifiuti: nel contratto con la Ditta non a caso sono previste somme, che pagano i cittadini, per campagne di informazione, se ne fanno?

2.     Monitoraggio e azione di controllo del territorio.  Si farà?;

3.     Azioni sanzionatorie per contrastare l’ abbandono e rapporti più intensi con la ex Provincia a cui riconosciamo una percentuale del costo complessivo come tributo provinciale;

4.     Quante multe sono state rilevate fino ad oggi? L’incasso delle multe a chi va?

5.      Intensificare il rapporto con le attività commerciali per il miglioramento della “differenziata” che attualmente avviene con molta difficoltà;

6.     Distribuzione in città nei luoghi di maggior flusso dei raccoglitori per rifiuti differenziati;

 

7.     Possibile istituzione in rapporto con la Protezione Civile di Guardie ecologiche volontarie che definiscono la mappa dell’abbandono ed esercitino controlli;

8.     Prevedere un servizio di pronto intervento per rimuovere i rifiuti abbandonati sia nelle campagne che nel centro urbano;

9.      Predisposizione  del bando della nuova gara;

10.  Istituire le isole ecologiche supportate da ordini di controllo;

Questi sono solo alcuni spunti  che potrebbero guidare l’azione di un’amministrazione che non scarica la responsabilità sui cittadini “incivili”, sugli operatori della ditta, sulla precedente amministrazione, o sulla situazione impiantistica provinciale. Ma soprattutto occorre ristabilire la collaborazione con i cittadini che riguardo al ciclo dei rifiuti hanno dimostrato di poter assumere atteggiamenti virtuosi e si sono impegnati a cambiare le proprie abitudini, impegno che va esteso ai più e non vanificato.
Per concludere Sig. Sindaco il Laboratorio Politico Berlinguer Comiso la invita ad una attenta e seria riflessione sulla tutela della salute pubblica oltre  ad una prevenzione degli inquinamenti garantendo   sia la salvaguardia del territorio che il decoro urbano, ritenendo indispensabile la necessità di riprendersi  le redini di una questione che non potrà altrimenti cambiare.

 

 

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