Un riconoscimento che rafforza il ruolo dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria nella rete oncologica siciliana. L’assessorato regionale della Salute ha individuato la struttura vittoriese tra i centri specialistici per il trattamento del tumore del colon-retto, coinvolgendo in particolare l’Unità operativa complessa di Chirurgia generale, diretta dal dottor Pietro Conti. La decisione punta a inserire l’attività chirurgica […]
SICILIA ORO NERO? MA QUANDO MAI!
13 Giu 2010 19:18
Piovono critiche sulla nuova richiesta fatta dalla società “Sviluppo Risorse Naturali” per ottenere il permesso di ricerca idrocarburi nel tratto di mare prospiciente alla costa di Scicli, Ragusa, Santa Croce Camerina e Vittoria. Sulla richiesta giunge infatti puntuale l’altolà di FareAmbiente. In una nota la dura presa di posizione del coordinatore provinciale Salvatore Mandarà: “ La richiesta di poter effettuare ricerche di idrocarburi nel mare ragusano è il tentativo di violenza di un territorio senza eguali in Sicilia per attrazione turistica e naturalistica. Di fronte a disastri ambientali di proporzioni drammatiche come quello recentemente verificatosi sulle coste della Louisiana, credo sia giusto chiedersi se, e in che misura, vi siano comunque dei vantaggi economici per la nostra isola e nello specifico per la nostra provincia iblea, tali per cui come si suole dire, il gioco valga la candela. Nel mare circostante la Sicilia ci sono permessi di ricerca a iosa, in particolare uno al largo delle coste ragusane, basti pensare alla Vega Oil, situata nel Canale di Sicilia a circa 25 chilometri dalla costa di Marina di Ragusa, che con le sue 26.000 tonnellate di stazza è la più grande nel Mediterraneo e soprattutto il giacimento di greggio più profondo nelle acque italiane con un fondale a 124 metri. E che dire nell’entroterra ibleo, dei lavori di sbancamento per la realizzazione di una vasca per idrocarburi, nei pressi della strada provinciale Ragusa-Santa Croce Camerina (SP 60). Come FareAmbiente ci chiediamo quanto renderebbe alla Sicilia questo business se fosse concessa un’altra autorizzazione? Secondo i dati comunicati dalla Regione al ministero dello Sviluppo Economico – dipartimento per l’energia direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche – aggiornati al 12 aprile del 2010, la Sicilia ha prodotto nel 2009 qualcosa come 325.180.295 Smc di gas e 556.084.000 Kg di olio greggio, che sono pari rispettivamente al 3,6% della produzione nazionale di gas (totale di 9.070.428 migliaia di Smc) e al 10,65% della produzione nazionale di greggio (totale di 5.219.752 tonnellate). Il gettito delle royalties è interamente versato alla Regione Siciliana dalla Eni Mediterranea Idrocarburi per una cifra pari a 420.099,82 euro. Un ammontare che ha il gusto amaro dell’elemosina se confrontato con quanto ricavano altre regioni a partire dalla Basilicata (3.155.531.469 Kg di produzione di olio greggio e 913.990.141 di Smc) che nel 2009 ha ricevuto qualcosa come 114.334.043,07 euro. Il confronto si fa impietoso se paragonato con la produzione dell’Emilia Romagna che riesce ad intascarsi qualcosa come 13.895.143,19 euro. Come fare Ambiente non siamo mai stati strenui difensori di tesi preconcette, ne abbiamo mai creduto che l’ambientale integralista portato alle sue estreme conseguenze sia il modo giusto per fare veramente gli interessi della collettività, ma alla luce di quanto detto, la Regione non può e non deve mettere a rischio il nostro ambiente, peraltro fonte di attrazione turistica, per un piatto di lenticchie, quando si può puntare senza rischi sull’energia alternativa. Come FareAmbiente chiediamo allora un momento di riflessione ed un serio confronto con i soggetti istituzionali a tutti i livelli e soprattutto invito tutto il mondo dell’associazionismo ambientalista presente nella nostra provincia, a collaborare in sinergia affinché si blocchi ogni autorizzazione regionale alle trivellazioni selvagge”. E’dunque una battaglia di civiltà che FareAmbiente vuole condurre contro un’autonomia che si paga a caro prezzo perché in virtù dello statuto speciale della regione la competenza normativa e amministrativa sulla terraferma è completamente autonoma, così l’Isola intasca solo 400 mila euro di royalties per la produzione, mentre per tutte le concessioni (quindi permessi di ricerca e concessione di coltivazione di miniere e cave, idrocarburi liquidi e gassosi sulla terraferma e sul mare adiacente) arriva a poco più di un milione di euro. Certo, viene da dire che in quanto a governo regionale in Sicilia siamo veramente messi male. Eni, Shell, Edison e tutte le altre invece ringraziano sentitamente!
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