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SFIGMO E FONENDO


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Sanità
5 agosto 2011 15:15

La SIC (Società Italiana della Contraccezione) e la SMIC (Società Medica Italiana per la contraccezione) hanno elaborato un “Position paper” cioè un documento che rappresenta lo Stato dell’Arte sulla problematica,alla luce delle evidenze mediche accettate internazionalmente.

La contraccezione d’emergenza è una metodica di contraccezione di supporto da utilizzare prima possibile a seguito di un rapporto sessuale non protetto.

E’ metodica contraccettiva in quanto può prevenire e non interrompere una gravidanza ed è metodica di supporto in quanto non è metodo abituale,di prima scelta ma si usa quando gli altri metodi non siano stati del tutto o correttamente utilizzati;infine è d’emergenza perché abbisogna di un uso tempestivo,nel ribadire che è di uso sporadico.

Quando è indicata la contraccezione d’emergenza?

a) rapporto non protetto;

b) fallimento di altro metodo quale ad esempio rottura o errato utilizzo del condor(preservativo);

c) dimenticanza dell’assunzione di pillole contraccetive combinate orali;

d) ritardo nell’assunzione della pillola a base di progesterone;

e) cattivo uso di cerotto contraccettivo o di anello vaginale;

f) rottura di diaframma;

g) fallimento del coito interrotto;

h) errore di calcolo sui giorni fertili per chi usa questi metodi;

i) in caso di violenza sessuale.

In Italia esistono contraccettivi d’emergenza?

Si in Italia, l’AIFA cioè l’Agenzia che regola l’uso dei farmaci ha autorizzato solo preparati a base di levonorgestrel (LNG) che esistono in commercio in due confezioni: Norlevo e Lonel da 1,5 mg da assumere una sola volta e Levonelle due cp da 0,750 mcg da assumere a distanza di 12 ore l’una dall’altra .Tali farmaci vanno assunti il prima possibile e comunque entro 72 ore dal rapporto a rischio. L’OMS raccomanda l’uso della dose singola di 1,5 mg e la percentuale di successo è massima entro le prime 24 ore ma poi diminuisce.

Esiste anche la possibilità del metodo Yupze, off label in Italia, cioè non approvato dall’AIFA e quindi a rischio del paziente che altro non è se non l’utilizzo del comune estroprogestinico (la pillola normale ) a dosaggi elevati a seconda del tipo di pillola (tre pillole + tre entro 72 ore od anche cinque più cinque entro 72 ore ma dipende dal tipo di pillola).

Ci sono problemi nella prescrizione?

Non dovrebbero essercene in quanto riferimenti si trovano sia nella legge 405 del 75 che istituì i Consultori Familiari che nella 194 del 1978 che tutela la maternità e l’interruzione volontaria di gravidanza; inoltre l’intesa Stato-Regioni del 15.02.2008 sulla 194 sottolinea come occorra: ”garantire congruo orario d’apertura del Servizio Consultoriale…..per alcune richieste come:contraccezione d’emergenza…” e “prevedere la prescrizione della contraccezione d’emergenza oltre che nei servizi consultoriali,anche nei ProntoSoccorso e nei Servizi di continuità Assistenziale (Guardia Medica)”. Tale farmaco può essere prescritto anche alle minori che lo richiedono purchè ne sia acquisito il grado di maturità psichica raggiunto, le condizioni di salute e le motivazioni che inducono la scelta.

Esiste l’obiezione di coscienza per il Medico o il Farmacista?

Il limite fondamentale all’obiezione di coscienza per il Medico o per il Farmacista è evitare che tale scelta possa nuocere al Cittadino, quindi l’obiezione deve essere esercitata in modo responsabile in maniera tale da non interrompere l’iter che conduce alla libera risoluzione del paziente (Comitato nazionale di Bioetica 25.02.2011); ne consegue il dovere da parte del Medico e/o Farmacista di fornire le informazioni necessarie affinché la donna possa ottenere il farmaco in tempi utili in modo da avere la massima efficacia contraccettiva.


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